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Quotidiano di Sicilia

Ruolo delle Regioni e degli organismi regionali
Tags: Trattato Di Lisbona, Unione Europea



Si è parlato spesso - in un momento in cui il Federalismo impazza - del ruolo che le Regioni hanno nell’assetto istituzionale europeo. In particolare i cittadini si chiedono se il Trattato di Lisbona riconosca o no l’importanza del ruolo che l’ente Regione svolge in campo economico, sociale e culturale.
Per rispondere a questa domanda abbiamo riportato di seguito gli articoli del Trattato che trattano del Comitato delle Regioni e che ad esso assegnano essenzialmente compiti solo consultivi e non vincolanti. In questo non c’è niente di diverso dal compito svolto dall’attuale Conferenza delle Regioni che in Italia prevede una forma di partecipazione delle Regioni alla cosiddetta fase ascendente, cioè al processo decisionale comunitario, ma è dotata di strumenti informativi e di intervento di sistema poco incisivi e non è dotata di strumenti partecipativi formalizzati.

Articolo 175 (ex articolo 159 del Tce)
Gli Stati membri conducono la loro politica economica e la coordinano anche al fine di raggiungere gli obiettivi dell’articolo 174. L’elaborazione e l’attuazione delle politiche e azioni dell’Unione, nonché l’attuazione del mercato interno tengono conto degli obiettivi dell’articolo 174 e concorrono alla loro realizzazione. L’Unione appoggia questa realizzazione anche con l’azione che essa svolge attraverso fondi a finalità strutturale (Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione “orientamento”, Fondo sociale europeo, Fondo europeo di sviluppo regionale), la Banca europea per gli investimenti e gli altri strumenti finanziari esistenti.
La Commissione presenta ogni tre anni al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni una relazione sui progressi compiuti nella realizzazione della coesione economica, sociale e territoriale e sul modo in cui i vari strumenti previsti dal presente articolo vi hanno contribuito. Tale relazione è corredata, se del caso, di appropriate proposte.
Le azioni specifiche che si rivelassero necessarie al di fuori dei Fondi, fatte salve le misure decise nell’ambito delle altre politiche dell’Unione, possono essere adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, che deliberano secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni.

Articolo 176 (ex articolo 160 del Tce)
Il Fondo europeo di sviluppo regionale è destinato a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell’Unione, partecipando allo sviluppo e all’adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo nonché alla riconversione delle regioni industriali in declino.

Articolo 178 (ex articolo 162 del Tce)
I regolamenti di applicazione relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale sono adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio, che deliberano secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni.
Per quanto riguarda il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione “orientamento”, ed il Fondo sociale europeo restano applicabili rispettivamente gli articoli 43 e 164.

PARTE SESTA
DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI E FINANZIARIE
CAPO 3 GLI ORGANI CONSULTIVI DELL’UNIONE SEZIONE 2
PROCEDURE DI ADOZIONE DEGLI ATTI E ALTRE DISPOSIZIONI
CAPO 3 GLI ORGANI CONSULTIVI DELL’UNIONE
Articolo 300

1. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sono assistiti da un Comitato economico e sociale e da un Comitato delle regioni, che esercitano funzioni consultive.
2. Il Comitato economico e sociale è composto da rappresentanti delle organizzazioni di datori di lavoro, di lavoratori dipendenti e di altri attori rappresentativi della società civile, in particolare nei settori socioeconomico, civico, professionale e culturale.
3. Il Comitato delle regioni è composto da rappresentanti delle collettività regionali e locali che sono titolari di un mandato elettorale nell’ambito di una collettività regionale o locale, o politicamente responsabili dinanzi ad un’assemblea eletta.
4. I membri del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni non sono vincolati da alcun mandato imperativo. Essi esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell’interesse generale dell’Unione.
5. Le regole di cui ai paragrafi 2 e 3 relative alla natura della composizione di tali comitati sono riesaminate a intervalli regolari dal Consiglio, per tener conto dell’evoluzione economica, sociale e demografica nell’Unione. Il Consiglio, su proposta della Commissione, adotta delle decisioni a tal fine.

Sezione 2 Il Comitato delle regioni
Articolo 305 (ex articolo 263, II, III e IV comma, del Tce)
Il numero dei membri del Comitato delle regioni non può essere superiore a trecentocinquanta.
Il Consiglio, deliberando all’unanimità su proposta della Commissione, adotta una decisione che determina la composizione del Comitato.
I membri del Comitato nonché un numero uguale di supplenti sono nominati per cinque anni. Il loro mandato è rinnovabile. Il Consiglio adotta l’elenco dei membri e dei supplenti redatto conformemente alle proposte presentate da ciascuno Stato membro. Alla scadenza del mandato di cui all’articolo 300, paragrafo 3 in virtù del quale sono stati proposti, il mandato dei membri del Comitato termina automaticamente e essi sono sostituiti per la restante durata di detto mandato secondo la medesima procedura. I membri del Comitato non possono essere nel contempo membri del Parlamento europeo.

Articolo 306 (ex articolo 264 del Tce)
Il Comitato delle regioni designa tra i suoi membri il presidente e l’ufficio di presidenza per la durata di due anni e mezzo.
Esso stabilisce il proprio regolamento interno.
Il Comitato è convocato dal presidente su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione. Esso può altresì riunirsi di propria iniziativa.

Articolo 307 (ex articolo 265 del Tce)
Il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione consultano il Comitato delle regioni nei casi previsti dai trattati e in tutti gli altri casi in cui una di tali istituzioni lo ritenga opportuno, in particolare nei casi concernenti la cooperazione transfrontaliera.
Qualora lo reputino necessario, il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione fissano al Comitato, per la presentazione del suo parere, un termine che non può essere inferiore a un mese a decorrere dalla data della comunicazione inviata a tal fine al presidente. Allo spirare del termine fissato, si può non tener conto dell’assenza di parere.
Quando il Comitato economico e sociale è consultato in applicazione dell’articolo 304, il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione informano il Comitato delle regioni di tale domanda di parere. Il Comitato delle regioni, qualora ritenga che sono in causa interessi regionali specifici, può formulare un parere in materia.
Il Comitato delle regioni, qualora lo ritenga utile, può formulare un parere di propria iniziativa.
Il parere del Comitato è trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione, unitamente a un resoconto delle deliberazioni.

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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