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Opportunità di lavoro per detenuti grazie al Po 2014/2020
di Michele Giuliano

Rafforzare l’integrazione sociale delle persone fra i 18 e i 64 anni di età in carcere o ai domiciliari. L’assessore Miccichè: “Contribuire al processo di riforma del sistema penitenziario”

Tags: Lavoro, Detenuti, Gianluca Miccichè



PALERMO - Una nuova opportunità per chi, in passato, ha avuto problemi con la legge. Un modo per integrarsi nuovamente in società, una strada per ricominciare nella legalità e nell’onestà. Questi gli obietti del primo bando a valere sulla nuova programmazione Po 2014/2020 finalizzato “a rafforzare l’integrazione sociale delle persone, di età compresa fra i 18 e i 64 anni, in esecuzione penale intramuraria ed esterna, attraverso azioni integrate di orientamento, formazione e accompagnamento all’inserimento occupazionale, comprensivo di tirocini lavorativi in imprese e laboratori tecnici”.
 
Lo comunica lo stesso assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè, orgoglioso di questa nuova azione, dalla duplice valenza, economica, di reinserimento al lavoro ma anche umana, di empatia e vicinanza al prossimo. Il bando, denominato Avviso 10, la cui copertura finanziaria si concretizza in quasi 11 milioni di euro, è aperto agli enti di formazione, alle agenzie per il lavoro, agli organismi del terzo settore (cooperative sociali, enti senza scopo di lucro e associazioni) e alle imprese che operano in favore della rieducazione e dell’inserimento sociale.

“Vogliamo contribuire a sostenere il processo di riforma che sta interessando il sistema penitenziario italiano, e siciliano in particolare - scrive l’assessore Miccichè - sistema che identifica nel lavoro lo strumento principale su cui fondare il percorso rieducativo della pena. Puntiamo su un percorso riabilitativo che parta dalla persona e si concluda nell’esperienza lavorativa e soprattutto che porti all’abbandono di una carriera sviante in favore della costruzione di un futuro”.

L’avviso, che coinvolge soggetti ancora in condizione di carcerazione o che stanno scontando la pena ai domiciliari, verrà naturalmente attuato in stretta collaborazione col ministero della Giustizia-Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Le modalità di svolgimento delle attività sarà regolato da un apposito protocollo d’intesa, in fase di sottoscrizione, tra le istituzioni regionali e nazionali, per la realizzazione di una partnership che parta dalla valutazione congiunta delle proposte progettuali e che prosegua fino al monitoraggio della realizzazione dei progetti selezionati. Gli istituti penitenziari e gli uffici dell’esecuzione penale esterna interessati dovranno essere pertanto essere coinvolti attivamente in tutte le fasi di svolgimento dell’Avviso, al fine di verificare il fabbisogno e la sostenibilità organizzativa dell’operazione progettuale, per poter garantire la coerenza della proposta con le esigenze connesse all’organizzazione del personale e della sicurezza interna degli istituti e l’integrazione del percorso trattamentale dei soggetti in esecuzione penale che parteciperanno al progetto.

L’avviso 10/2016 è scaricabile sul sito istituzionale del Dipartimento Famiglia all’indirizzo www.regione.sicilia.it/famiglia, sul sito internet www.sicilia-fse.it e, dal 16 settembre, sulla Gazzetta ufficiale. Gli enti interessati all’Avviso dovranno dimostrare di avere sul territorio siciliano una sede direzionale e organizzativa permanente e di almeno una sede di erogazione, di possedere affidabilità economica e finanziaria, e le capacità tecnico-professionali e organizzative tali da garantire il regolare svolgimento delle attività previste nell’ambito della proposta progettuale presentata. Gli enti che usufruiranno del finanziamento per lo svolgimento del progetto dovranno accettare le indagini tecniche e i controlli che la Regione e gli altri organi competenti potranno effettuare nel corso delle attività progettuali.

Articolo pubblicato il 24 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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