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Catania - Riscossione entrate tributarie, ancora nulla in Consiglio
di Desirée Miranda

Tomarchio: “L’assessore Girlando ci deve prima chiarire i dubbi e poi potremo votare il documento”. La presidente Raciti assicura che se ne parlerà dopo il Piano di riequilibrio

Tags: Catania, Giuseppe Girlando, Tributi



CATANIA - Si deve ancora aspettare e l’esito non è scontato, perché il Consiglio comunale del Comune di Catania voti l’atto di indirizzo per l’affidamento in concessione, per la durata di cinque anni, del servizio di ricerca dell’evasione e di riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra-tributarie, della gestione per l’applicazione della Tari, nonché del supporto alla gestione della riscossione volontaria delle altre entrate tributarie ed extra-tributarie e delle attività opzionali del Comune.

Si tratta comunque del completamento dell’esternalizzazione del servizio che infatti al momento è gestito con forze interne solo per la parte degli accertamenti, la riscossione è già esternalizzata. Un’esigenza a detta dell’amministrazione che ha sempre sostenuto di non riuscire a fare i dovuti controlli e le dovute riscossioni coatte con la sola forza lavoro dei suoi dipendi, ma soprattutto un atto fondante del nuovo Piano di riequilibrio che deciderà le sorti dell’intera città per i prossimi anni.

L’atto di indirizzo è già arrivato da tempo in Consiglio, ma una volta perché alcuni consiglieri chiedono tempo prima della votazione al fine di potere analizzare meglio il documento; una volta perché manca il numero legale, l’ultima solo pochi giorni fa, fatto sta che il voto non è ancora arrivato e adesso slitterà in secondo piano perché il voto al Piano di riequilibrio, da approvare entro il trenta settembre prossimo, ha la priorità. “Non mi risultano problemi in merito all’atto in sé, l’ho posto all’ordine del giorno non appena l’iter preliminare si è concluso e poi è semplicemente slittato come avviene altre volte - afferma la presidentessa del Consiglio comunale, Francesca Raciti -. Mi auguro comunque che non appena avremo votato il Piano di riequilibrio, che sarà uno dei punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio, la settimana prossima, riusciremo a trattare tutte le delibere che sono rimaste in sospeso”, conclude Raciti.

Sicuro dell’importanza dell’atto anche l’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando che definisce il documento “uno dei cardini del risanamento, diretta conseguenza del passaggio di sistema dai trasferimenti alle risorse proprie”, aggiunge.
Il riferimento è al continuo abbassarsi della quota dei trasferimenti regionali e statali, una delle difficoltà economiche più grosse con cui le amministrazioni devono fare i conti, e alla conseguente organizzazione e gestione con risorse proprie dei Comuni. “Solo migliorando le nostre prestazioni, come siamo convinti che accadrà esternalizzando il servizio, possiamo fare fronte alle esigenze future e ogni momento di ritardo rappresenta meno entrate”, conclude l’assessore Giuseppe Girlando. Dubbi e insinuazioni circolano però tra i consiglieri comunali e in commissione tributi.
 
“L’assessore ci deve prima chiarire i dubbi e poi potremo votare il documento”, afferma Salvatore Tomarchio, presidente della commissione Tributi del Comune. “Ci deve chiarire se ci sarà anche un solo euro di aumento per i cittadini e se mancherà l’interlocutore diretto che i contribuenti hanno oggi, se si verificheranno queste condizioni non voteremo l’atto. - continua - Non sono convinto che esternalizzare significhi migliorare il servizio, di solito significa vessare il cittadino e trasformarlo in suddito pagatore che deve affrontare mille peripezie. Non vogliamo che il comune di Catania diventi una sorta di Serit o Equitalia”, conclude Tomarchio. Il voto della commissione è stato rimandato in aula su riserva di risposte a queste perplessità.

Articolo pubblicato il 24 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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