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Catania - Nuovi vertici delle Partecipate
di Melania Tanteri

Discussa è stata la nomina di Carlo Lungaro quale vicepresidente dell’Amt, di cui era ex-presidente. Il sindaco Bianco ha guardato al bene della città senza pregiudizi politici

Tags: Catania, Partecipate, Enzo Bianco



CATANIA - Cambio al vertice di cinque delle società partecipate del Comune di Catania. Nuovi presidenti e consigli di amministrazione sono stati nominati in Sidra, Asec trade, Amt, Multiservizi e Asec Spa: si tratta rispettivamente dell’ex consigliere comunale Alessandro Corradi, che prende il posto di Marco Vitale, di Giuseppe Marletta, che prende il posto di Francesca Garigliano (nominata all’Asec spa al posto di Armando Sorbello),  di Puccio La Rosa, ex consigliere comunale, che subentra a Carlo Lungaro, tutti e tre espressione della corrente del Partito democratico ex Articolo 4, e Giovanni Giacalone, da sempre vicino al sindaco Bianco, che prende il posto di Michele Giorgianni.

L’avvicendamento nelle società che gestiscono il servizio idrico, la distribuzione del gas, il trasporto pubblico e i lavori di pulizia e manutenzione per conto del Comune, segue quello dell’inizio di agosto che ha visto cambiare anche il vertice della Sostare (la società che gestisce la sosta a pagamento), dove Luca Blasi, in quota Catania futura, ha preso il posto di Gilberto Cannavò.

Il Comune, socio unico delle società, ha provveduto a rinnovare anche i Consigli di amministrazione. All’interno di alcuni di questi si ritrovano nomi e volti noti, come ad esempio, del Cda di Asec Trade fa parte l’imprenditore Giovanni La Magna, già consigliere di quartiere e senatore accademico, di quello di Multiservizi Francesca Giuffrida, consigliera comunale nella passata amministrazione. Vi è poi la scelta di nominare il presidente uscente dell’Azienda municipale trasporti, Carlo Lungaro, vicepresidente della stessa società, in questo momento in grossa crisi, che lavorerà al fianco dell’imprenditrice Raffaella Mandarano. Una scelta di continuità contestata da alcuni sindacalisti, secondo cui molte delle responsabilità per l’attuale situazione aziendale sarebbero in capo alla passata gestione.

È l’ex numero uno a spiegare le motivazioni della preferenza. “Senza direttore generale – ha spiegato Lungaro – non si poteva lasciare l’azienda senza un filo conduttore, per cui ho accettato di restare al fianco del presidente La Rosa”. Le polemiche sulle nomine, però, non si placano. Tra queste, quelle del consigliere di opposizione Manlio Messina, e degli esponenti di Forza Italia: per il primo ci sarebbe la possibilitò di incompatibilità con lo statuto dell’azienda per il presidente Amt La Rosa.

Per gli azzurri, invece, il problema oltre che tecnico, sarebbe politico e le nomine sono contestabili “sotto un profilo metodologico, politico e di legittimità”. Immediata la replica del gruppo Pd in Consiglio comunale: “Sulle Partecipate il sindaco ha esercitato le sue prerogative guardando al bene della città senza pregiudizi, puntando a nomine che offrono un’ampia varietà di competenze e professionalità: avvocati, imprenditori, dirigenti sindacali, donne e giovani – scrivono i consiglieri. Oltre che persone che ben conoscono la città e la macchina amministrativa. Le scelte vanno giudicate da risultati, non certo prima”.

Articolo pubblicato il 27 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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