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Quotidiano di Sicilia

Iscrizione all'albo ingarbugliata per gli ex sportellisti multifunzionali
di Michele Giuliano

All’ufficio competente molte dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà prive di istanza di iscrizione. Sono tanti i punti oscuri sullo strumento nato per favorire il reinserimento

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia



PALERMO - Il 30 settembre prossimo è la data ultima per la presentazione della istanza per l’iscrizione all’albo dei lavoratori degli ex sportelli multifunzionali. Eppure, quella che doveva essere in teoria una semplice procedura di iscrizione ad un elenco, sembra essere più difficile del previsto. È uscito un comunicato dell’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Dipartimento del Lavoro, dell’Impiego, dell’Orientamento, dei Servizi e delle Attività formative, in cui si rende noto che stanno giungendo all’ufficio di competenza tutta una serie di dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, per l’accesso all’elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi, prive di istanza di iscrizione.
 
Una documentazione incompleta, quindi, che, se non venisse debitamente definita potrebbe portare all’esclusione dall’albo. Una storia complicata, quella degli sportelli multifunzionali, che nascono in Sicilia per lavorare, insieme ai centri per l’impiego, per l’attivazione di un migliore e più efficace incontro tra domanda e offerta, tramite servizi integrati d’informazione, orientamento lavorativo professionale, accompagnamento al lavoro, e consulenze specialistiche sulle opportunità d’inserimento. Attività che, piuttosto che essere affidate a personale interno alla pubblica amministrazione, da formare o eventualmente riqualificare, sono state affidate agli enti di formazione, con l’accesso ai fondi europei, che hanno quindi dedicato ad essi parte del proprio personale o assunto nuovi dipendenti ad hoc.

I finanziamenti reperiti però non sono bastati a sostenere la spesa portando, negli anni, a un completo crollo del comparto e a lasciare sul lastrico i lavoratori e le loro famiglie, fermi ormai da parecchi mesi e con numerosi stipendi non pagati. L’albo, quindi, è stato pensato per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro di questi lavoratori che hanno acquisito una loro professionalità, spendibile  all’interno del sistema lavoro finanziato dalla Regione. Eppure, tanti sono i punti oscuri.

Innanzitutto, nella istanza di richiesta di iscrizione all’elenco non sono richiesti dati relativi all’anzianità, per cui si tratterà di un semplice listato in ordine alfabetico, che non terrà conto delle competenze e professionalità maturate. E soprattutto, nonostante le dichiarazioni rassicuranti del governo siciliano, la realtà sembrerebbe portare ad un taglio di oltre il 50 per cento dei 1.700 operatori degli ex sportelli multifunzionali, personale che rimarrebbe senza lavoro, mentre soltanto per solo 700 o 800 lavoratori di fatto ci sarebbe la possibilità di essere assorbiti dal mercato del lavoro, lasciando quindi buona parte degli operatori in mezzo ad una strada. “In questi lunghi giorni che sono diventate settimane, settimane che sono diventati mesi, mesi che sono diventati anni - dice Adriana Vitale, ex sportellista molto attiva nel movimento dei dipendenti che sono rimasti senza lavoro e senza prospettive - abbiamo toccato con mano la disperazione allo stato puro, abbiamo urlato il nostro disagio economico, rivendicando il nostro diritto al lavoro, negato da una precisa strategia orchestrata da pupi e pupari. Il gioco su di noi è perverso, siamo in mano a gente senza scrupoli e senza coscienza che ci ha usati come pedine per raggiungere i loro scopi e continuare ad arricchirsi con il nostro sangue e quello dei nostri figli”.

Articolo pubblicato il 27 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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