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Quotidiano di Sicilia

Raggiunto l'obiettivo europeo su riduzione sui consumi energetici
di Bartolomeo Buscema

Primo successo della lotta contro gli sprechi della politica ambientale ed energetica dell’Unione. Secondo la ricerca, vi è stato un decremento totale del 6,35 per cento

Tags: Efficienza Energetica, Unione Europea



CATANIA - Lo spreco energetico ha un suo contrario: l’efficienza. Non smetteremo mai di sottolineare che la riduzione delle emissioni di gas climalteranti trova un suo efficace riscontro nell’aumento dell’efficienza energetica che significa minori consumi di energia a parità di servizio. E che i soldi spesi per aumentare l’efficienza energetica nelle abitazioni non sono un onere, ma un investimento che molte volte ha ragionevoli tempi di ritorno economico.
 
Un ambito, quello dell’efficienza energetica nel quale l’Unione europea è da anni impegnata. E i frutti cominciano a vedersi: l’Unione ha raggiunto già nel 2014 il suo obiettivo per il 2020 di riduzione dei consumi di energia. A rivelarlo è una ricerca del Joint Research Centre (Jrc), il centro studi dell’Unione europea, secondo la quale dal 2000 al 2014 l’Unione ha ridotto i consumi energetici complessivi del 6,35 per cento, passando da un consumo di energia di 1.133 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) a 1.061 Mtep. Una riduzione leggermente sopra l’obiettivo prefissato di 1.086 Mtep.

Rileviamo subito che si tratta di riduzione complessiva concernente i settori del residenziale, terziario, trasporti e industriale. Quello che è accaduto in realtà è che i settori del residenziale e industriale hanno diminuito i loro consumi,mentre i comparti dei trasporti e del terziario li hanno aumentati. Vediamoli in dettaglio.

Negli ultimi quindici anni ,il settore residenziale è l’unico che ha ridotto il suo fabbisogno energetico di quasi il 10 per cento. Un calo apprezzabile legato in parte alla diffusione capillare delle tecnologie e prodotti per il risparmio energetico e alle varie norme sul risparmio energetico che hanno contribuito ad aumentare l’efficienza energetica negli edifici; in parte alla maggiore consapevolezza degli utenti, stimolata, se si vuole, anche da bollette energetiche sempre più salate.

Per quanto concerne il comparto del terziario si è invece registrato un aumento dei consumi energetici del 16,48 per cento .Un incremento principalmente legato al comportamento dei lavoratori non sempre energeticamente corretto (quante volte si lasciano le luci accese anche nei periodi di pausa pranzo) e al fenomeno della terziarizzazione dell’economia che recentemente ha registrato una costante crescita.

Invece, per quanto riguarda il comparto dei trasporti, si è registrato un aumento medio globale del 2,21 per cento, ma con una dinamica temporale altalenante dei consumi. Infatti, dal 2007 al 2014, c’è stata una riduzione dei consumi di carburante legata a una maggiore efficienza dei motori delle nuove autovetture messe in commercio. A tal punto che, a fronte di un aumento del 25 per cento dei veicoli su strada, l’incremento dei consumi di carburante è stato solamente di qualche punto percentuale.

Buone notizie ,invece, dal settore industriale che ha registrato il calo più consistente pari a -17,62 per cento. Una notevole diminuzione alla quale ha significativamente contribuito il calo della produzione in alcuni settori ad alta intensità energetica, quali quelli del ferro e dell’acciaio.

Registriamo, infine, che si tratta di dati parziali che nel complesso sono incoraggianti, ma che la Commissione non esita al richiamo di una certa prudenza perché i consumi energetici potrebbero aumentare e superare l’obiettivo previsto a causa di una, seppur lenta, ripresa economica. Comunque, per ora, da Bruxelles nessuno grida al successo, anche se la stessa Commissione conferma che i ventotto Paesi europei sono sulla strada giusta per raggiungere l’obiettivo al 2020. Bisogna solo mantenere il passo.

Articolo pubblicato il 28 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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