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Nuova finanziaria da 200 milioni di euro
di Raffaella Pessina

Ennesima manovra economica per ex Province, formazione e dipendenti Irsap. La Regione tira avanti con continui “aggiustamenti”

Tags: Ars, Finanziaria



ROMA - E' stata rinviata a martedì prossimo alle 16 la seduta d’Aula dell’Assemblea regionale siciliana. All’ordine del giorno saranno esaminati il rendiconto consuntivo del 2016 e una delibera della giunta che individua i debiti fuori bilancio della Regione che dovrebbero ammontare a circa 30 milioni di euro. Restano all’ordine del giorno i ddl sulla panificazione e l’istituzione per il garante della famiglia.
 
Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha annunciato per mercoledì 5 ottobre una conferenza dei capigruppo nel corso della quale sarà affrontata la questione delle tariffe aeree troppo alte nei collegamenti tra la Sicilia e il resto d’Italia. “C’è un disegno di legge voto che è stato depositato già nello scorso mese di aprile - ha detto Ardizzone - penso che possiamo portare avanti su questo tema un’azione politica incisiva”.
 
Intanto giovedì pomeriggio il presidente della Regione era presente in Aula per la discussione della mozione sulla rimodulazione del Patto per la Sicilia presentata dalle opposizioni. Una mozione che impegna il Governo a rivedere tutta la destinazione dei finanziamenti previsti nel Patto del Sud per la Sicilia siglato con il governo nazionale. È stata approvata per alzata e seduta dal parlamento regionale. La mozione, riscritta con due emendamenti, uno delle opposizioni e l’altra del Pd, impegna il Governo ad un confronto preliminare con le autonomie locali e i sindaci e a rivedere gli interventi contenuti nel patto, ad effettuare entro un mese una puntuale ricognizione degli interventi per verificarne la realizzabilità.
 
Crocetta in tale occasione ha informato il Parlamento di avere avuto un colloquio con il  sottosegretario De Vincenti e già per la prossima settimana ci sarà un incontro per lo sblocco dei conti. “E' chiaro che il Governo controllerà quello che facciamo noi, ma noi controlleremo quello che fa il Governo nazionale”, ha detto Crocetta. Intanto l’assessore regionale all’economia Alessandro Baccei ha presentato ai partiti la manovra di fine anno, un’altra finanziaria, di dimensioni piuttosto importanti: si tratterà infatti di stanziare una spesa di circa 200 milioni di euro.
 
Così la Regione tira avanti con continui aggiustamenti: infatti dopo la approvazione della legge di stabilità nello scorso mese di febbraio, era stata approvata a maggio una mini finanziaria che raccoglieva quegli articoli stralciati in precedenza. Come il salvataggio della partecipata Sviluppo Italia Sicilia, ora in liquidazione, o come i soldi stanziati per gli ex sportellisti e per i dipendenti Irsap, l’Ospedale di Troina e il dissalatore di Vulcano e per l’aeroporto di Trapani Birgi. Insomma i soldi in Sicilia non bastano mai. Nella finanziaria di fine anno sono previsti stanziamenti per le ex Province, si pensa 30 milioni di euro. Poco meno alla formazione professionale, 25 milioni. Poi vi saranno 5 milioni per i forestali, 10 milioni per i dipendenti dell’Irsap, una ventina per il trasporto pubblico locale.

Il Governo regionale ha deciso di riaprire i cordoni della borsa, forte soprattutto del miliardo e 600 milioni garantiti dallo Stato in base all’accordo stipulato a Roma tra lo Stato e il presidente della Regione Crocetta il 20 giugno scorso. Ma c’è chi pensa che i soldi dello Stato potrebbero arrivare in ritardo o non arrivare del tutto. A proposito del Patto per la Sicilia in Aula Francesco Cappello del Movimento cinquestelle ha detto che lo stesso presidente Crocetta ha “confessato, candidamente, quello che noi tutti già sappiamo e, cioè, che manca la delibera Cipe. Quindi parliamo di 3,2 miliardi di euro per il Sud, senza che il Cipe ancora abbia emanato questa delibera, e quindi senza un provvedimento che ce li assegni – ha detto Cappello - Questa delibera una volta emessa deve essere registrata dalla Corte dei Conti, poi dev’essere pubblicata in Gazzetta, poi deve tornare al consiglio dei Ministri e poi, forse nella prossima legislatura, il prossimo Governo - spero non di partito - possa ritornare a contrattare! Ma – ha proseguito Cappello - si tratta di denaro dei siciliani a cui, ricordo, sono sottratti ogni anno circa sette miliardi di euro che rimangono dentro le casse dello Stato. Quindi, anche laddove ci fosse da finanziare questi interventi, questi interventi non saranno mai finanziati”.

Articolo pubblicato il 30 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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