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Gela, dopo 30 anni si rifarà il porto rifugio
di Liliana Blanco

Eni finanzia la realizzazione della struttura con 5,8 mln: accordo con Regione, Comune e Protezione civile (soggetto attuatore). E' una delle misure di compensazione prevista dal protocollo del 2014, per un valore di 32 milioni

Tags: Gela, Porto, Eni



PALERMO - Una data storica, quella del 27 settembre 2016 per Gela.  Dopo 30 anni di attese per un porto nato malformato per un errore ab origine sulla realizzazione del braccio di ponente, Gela avrà un nuovo porto. Lo avrà con un finanziamento prelevato dalle compensazioni Eni, di 5 milioni e 880 mila euro.

La firma sul protocollo d’intesa è avvenuta martedì tra Regione siciliana, Comune di Gela, Dipartimento regionale della Protezione civile ed Eni. Nell’accordo attuativo per il “Ripristino funzionale e potenziamento del Porto rifugio”, sono stati fissati gli interventi strutturali di riqualifica del Porto rifugio, che verranno realizzati dalla Protezione civile, individuata dalla Regione quale soggetto attuatore e beneficiario del contributo.
Una vittoria per le forze sane della città, associazioni, Consiglio comunale e cittadini che hanno seguito l’iter con impegno.

Il progetto esecutivo, redatto dal Dipartimento regionale della Protezione civile, prevede: il dragaggio dei fondali, ad una profondità minima di 4 metri sotto il livello del mare e con la movimentazione di circa 205.000 metri cubi di sedimenti; un intervento di regolarizzazione della spiaggia adiacente al Porto rifugio, con piantumazione di essenze arboree; e un intervento di protezione dell’area, attraverso l’ampliamento e il rafforzamento del pontile di ponente per una lunghezza di circa 120 metri. Prima di procedere con le attività di dragaggio sarà effettuata una caratterizzazione del sito. Il costo stimato per la realizzazione delle opere è di 5.880.000 euro. L’accordo prevede anche la realizzazione di uno “Studio sul sistema portuale gelese”.

La somma prevista per la realizzazione del porto verrà prelevata dal contributo economico di 32 milioni di euro, previsto dal protocollo del 2014, per la realizzazione di interventi per lo sviluppo sostenibile e di riqualificazione urbana e culturale della città di Gela. Sono stati sottoscritti con la Regione e il Comune di Gela tre accordi riguardanti l’allestimento dello spazio museale per l’antica nave greca, l’intervento straordinario di emergenza sul Porto rifugio (che viene superato con l’accordo di tre giorni fa) e la ristrutturazione e messa a disposizione di uno spazio di co-working per le aziende locali presso la ex-casa albergo Macchitella, di proprietà della Raffineria di Gela. L’impegno complessivo di spesa per queste attività è stimato in 1.175.000 euro.

“Oggi si inaugura ufficialmente una nuova era di sviluppo sostenibile per Gela” - ha detto il sindaco, Domenico Messinese - con il ripristino funzionale ed il potenziamento del porto rifugio si avvia il sistema portuale concepito dalla vocazione intima in posizione euromediterranea della nostra città. Poi arriveranno i progetti che segneranno la rinascita economica di Gela”.

“Finalmente si può  sperare in un porto fruibile –  ha detto il presidente del Consiglio comunale, Alessandra Ascia –  questo è il risultato di un lavoro attento e costante svolto dal gruppo di lavoro che con grande soddisfazione ho seguito fin dall’inizio insieme ai consiglieri Cirignotta, Scerra e Farruggia. Fondamentale il contributo del Comitato per il porto del Golfo di Gela e l’associazione dei pescatori”.

Articolo pubblicato il 30 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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