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Quotidiano di Sicilia

Archimede solar car partecipa a una gara europea in Belgio
di Chiara Borzì

L’auto siciliana da 15 mila euro ha fronteggiato macchine allestite con finanziamenti da milioni di euro. Il pilota Di Bella: “Siamo stati bravi e apprezzati per essere arrivati fino alla fine”

Tags: Archimede Solar Car, Energia Solare



ZOLDER (BELGIO) - Continua a crescere il progetto Archimede solar car, il primo prototipo di auto prodotto e sviluppato in Sicilia alimentato esclusivamente ad energia solare. Durante le scorse settimane Archimede ha corso in Belgio, sulla pista di Zolder, partecipando alla “iLumen European Solar Challenge 24 ore” riservata esclusivamente a macchine che sfruttano l’alimentazione naturale del sole. Il prototipo siciliano, accompagnato dal team dell’associazione “Futuro solare Onlus” e due esperti, ha percorso 102 giri per un totale di 408 km. La Solar car è arrivata penultima, ma ha abbattuto un paradigma, quello che vuole siano competitive solo le auto frutto d’investimenti milionari.

“Ci hanno detto che non avremmo fatto più di due giri - ha dichiarato il responsabile dell’associazione e pilota di Archimede Enzo Di Bella - ed invece abbiamo dimostrato che siamo bravi, siamo stati apprezzati e siamo andati soprattutto fino in fondo alla corsa. I valori in campo erano molto differenti - ha aggiunto - abbiamo gareggiato contro macchine allestite con finanziamenti da milioni di euro, il nostro prototipo ne è costato invece appena 15 mila . La differenza a nostro favore l’ha fatta la strategia”.

Contro gli equipaggi provenienti da Germania, Colombia, Olanda, Svizzera, Belgio, Turchia ed un secondo team italiano, Archimede 1.0 ha concluso la sua iLumen sfruttando con intelligenza le proprie caratteristiche. “Abbiamo utilizzato una strategia conservativa - ha continuato Di Bella - realizzando la gara ad una velocità costante di 25-30 km/h e usando i pannelli solari di giorno in modo da poter permetterci di recuperare giri durante la notte. A disposizione di tutti c’erano anche due ricariche di energia elettrica”. La Solar car aveva in dotazione anche un software di produzione locale in grado di produrre e trasmettere al pilota degli algoritmi che permettono di gestire al meglio condizioni e prestazioni dell’auto durante la gara. “Per noi si tratta di una vittoria assoluta e totale - ha dichiarato con entusiasmo il rappresentate del progetto siciliano - abbiamo messo alla prova copertoni e coperture, ma è andato tutto liscio. Non abbiamo cambiato neppure le ruote, mentre altri team lo hanno fatto”.

A guidare il prototipo durante le 24 ore di gara sono stati cinque piloti, tutti siciliani, cui una donna, ecco i nomi: Marco Scales di Villasmundo, Daniela Coccimiglio, Andrea Aliffi, Stefano Plumeri ed Enzo Di Bella di Siracusa. A supporto del team anche il power manager Giulio Malvacea di Roma e il battery manager Simone Rambaldi di Milano.

L’energia di Archimede non si è davvero fermata in Belgio. “Dopo alcuni accorgimenti che faremo, perché a Zolder ci siamo accorti che la macchina ha importanti margini di miglioramenti, a fine novembre dovremmo partecipare alla “Maroccan solar race challenge”, organizzata dall’Istituto di ricerca sull’energia solare e nuove energie di Marrakech. Siamo stati invitati - ha affermato con giusto orgoglio Enzo Di Bella -. Della nostra crescita dobbiamo dire grazie a tutti gli esperti coinvolti, ma soprattutto delle persone comuni che mettono a disposizione tramite “Futuro solare Onlus” il proprio know-how per passione”.
 

 
“Puntare sull’economia circolare” è il monito di Bonaccini
 
ROMA - “Finalmente si parla di sviluppo sostenibile non solo legato al’ ambiente. Se il mondo continuasse a consumare quanto consuma oggi, ci vorrebbero tre terre solo da qui al 2050”. Così ha detto il presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, intervenendo al primo rapporto dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis). “Certo, l’elemento della sostenibilità richiama innanzitutto aria, acqua e suoli. Se produci più cibo come si può rendere compatibile questo elemento con la necessità di non deturpare definitivamente la qualità di acqua, suolo e aria coniugandoli con il tema della sicurezza alimentare?  Tutto questo ha a che fare con l’economia circolare che spesso associamo al ciclo dei rifiuti ma che riguarda uno spettro molto più ampio. Da una parte c’è la preoccupazione per l’insostenibilità di un modello di sviluppo, dall’altra c’è la bioeconomia che può innescare nuove capacità. L’economia circolare, secondo recenti studi, può portare 1,8 trilioni nel 2030 e contribuire alla crescita del Pil. Su questo le Regioni si stanno impegnando, alcune hanno già approvato mozioni in tal senso, la sensibilità sta cambiando”.

Articolo pubblicato il 30 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Archimede e il suo team sul circuito di Zolder
Archimede e il suo team sul circuito di Zolder