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Messina - Via libera al Piano di Riequilibrio, ora tocca al Previsionale 2016
di Lina Bruno

L’importante documento contabile è passato con 14 voti a favore, quattro contrari e due astenuti. Il sindaco Accorinti: “Processo di normalizzazione di un Ente dai conti disastrati”

Tags: Messina, Bilancio, Renato Accorinti



MESSINA - Corsa contro il tempo, com’è ormai prassi a Palazzo Zanca, per approvare gli strumenti finanziari.  Dopo il via libera venerdì sera al Piano di Riequilibrio oggi il Consiglio affronta il Consuntivo 2015 e nei prossimi giorni sarà la volta anche del previsionale 2016, anche questo esitato dalla Giunta nell’ultima settimana.

Il sindaco Renato Accorinti parla di un processo di “normalizzazione” di un Ente dai conti disastrati, che si sta per compiere. Intanto il Piano di riequilibrio allontana le ombre del dissesto anche se bisogna attendere il responso del Ministero degli Interni e della Corte dei Conti.
L’importante documento è passato con 14 voti a favore quattro contrari e due astenuti.

Un’aula quindi con una presenza  di consiglieri dimezzata e una linea politica, mai concretizzata, che corre sul filo dell’opposizione alle scelte di questa Amministrazione. Al momento di esprimere una posizione infatti da una parte si segue la direzione del voto di “responsabilità per il bene della città” come fa il centrodestra e dall’altra l’assenza dall’aula come fanno ormai da un po’ i Dr ma anche i consiglieri Udc che avevano nei mesi scorsi sempre sostenuto gli atti della Giunta.

In questa strana dinamica arriva anche il no dei due consiglieri Pd, mentre la presenza dei dirigenti in aula, così com’era stato chiesto dal consigliere Giuseppe Santalco, pone un problema di assunzione di responsabilità, che secondo il Civico Consesso, deve essere esteso all’intera macchina amministrativa, le cui criticità sono ormai fin troppo palesi. Insomma, è stato ribadito, il voto del Consiglio è un atto politico che non può prescindere, per gli atti finanziari, dalle posizioni sulla sostenibilità per i singoli settori, di chi è al vertice dei dipartimenti.

A non potersi esprimere su questo Piano invece sono state Circoscrizioni i cui presidenti sono stati convocati in extremis a Palazzo Zanca nel giorno stesso della votazione. Francesco Palano Quero, e Santino Morabito, rappresentanti del quarto e quinto hanno espresso il loro disappunto sul mancato coinvolgimento al sindaco e agli assessori Nina Santisi, Decentramento e Guido Signorino, Sviluppo economico nel corso di un confronto ma la concomitante votazione è andata avanti comunque anche perché il segretario /direttore generale Nino Le Donne ha rassicurato che non vi era l’obbligatorietà formale del parere delle Circoscrizioni. 
 
In questa quinta versione del Piano di Riequilibrio, dopo le continue rivisitazioni di questi due anni, la massa debitoria da cui rientrare  entro il 2023 appare diminuita ma è solo una strategia contabile che rinvia il problema  di come risolvere  una massa debitoria aumentata nell’ultimo anno fino ad arrivare a circa 549 milioni di euro.
 
“La nuova massa passiva prevista nel periodo 2014¬-2023 ammonta al settembre 2016 a 425,9 milioni di euro rispetto ai 450,5 milioni di euro di cui alla Deliberazione 6/C del 28.02.2015., scrive l’assessore alle Politiche finanziarie Luca Eller Vainicher nella sua relazione, in realtà la massa passiva complessiva ammonta ora ad un importo assai superiore, pari a 548,8 milioni di euro, ma grazie al positivo impatto delle normative in vigore dal 2016 sembra ora possibile gravare il decennio 2014-2023 soltanto di 425,9 milioni di euro e rimandare a dopo il 2023 ( fino al 2047) il residuo importo di 122,9 milioni di euro”.
 
I passi avanti fatti verso la “normalizzazione” dei conti del Comune, come dice il sindaco, però non annullano le contraddizioni all’interno della Giunta dove continuano a coesistere due anime, quella del movimento CMdb e l’altra lontana dal progetto costruito attorno alla candidatura di Accorinti e che vede forse nel renziano Luca Eller l’elemento più estraneo.

Da qui le voci insistenti, smentite dal sindaco, su un rimpasto che vedrebbe proprio un cambio alle Politiche finanziarie, dove si stanno raggiungendo dei risultati.
Ma è ovvio che c’è un problema politico che finora il sindaco ha sottovalutato.

Articolo pubblicato il 04 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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