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Quotidiano di Sicilia

Sindacati: "Ottimismo di Baccei non convince"
di Valeria Arena

Espressi dubbi sul quadro macro-economico e finanziario della Regione. Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato l’assessore all’Economia

Tags: Ars, Alessandro Baccei, Bilancio, Regione Siciliana



PALERMO - È ripresa ieri pomeriggio l’attività dell’Aula. I deputati sono tornati a discutere dell’approvazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2015, lo stesso argomento che ieri ha monopolizzato l’attenzione dei parlementari e infiammato il confronto tra l’assessore all’Economia Baccei e i colleghi dell’opposizione, in particolare Falcone, Figuccia, entrambi di Forza Italia, e Greco (Mpa), i quali hanno accusato il Governo di gestire il rendiconto finanziario regionale a proprio piacimento, soprattutto sulla questione dei debiti fuori bilancio.

L’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, ha difeso il proprio operato ribandendo che i conti della Sicilia sono sani, che l’abbattimento del disavanzo degli anni precedenti sta procedendo a gonfie e vele e che gli accordi con il Governo nazionale stando rendendo possibile l’azzeramento del debito siciliano, il tutto condito da una frecciatina finale: “Per evitare debiti, basterebbe evitare di approvare finanziamenti privi di adeguata copertura”.

Dopo la votazione degli emendamenti del disegno di legge (quello soppressivo presentato dal deputato Greco non è stato approvato dal Parlamento), l’Ars si è espressa sull’intero ddl non raggiungendo però il numero legale. Per questo motivo, il presidente dell’Ars ha deciso di rinviare la seduta di un’ora e mezza. Mentre scriviamo, infatti, l’Aula è ancora in corso. 

I dubbi sui conti della Regione sembrano essere venuti però anche ai sindacati, che nella serata di martedì hanno incontrato l’assessore Baccei per confrontarsi sull’assestamento di bilancio e linee programmatiche per la legge di Stabilità 2017 e sui precari degli enti locali ed ex Province. La Cgil ha ribadito tutti i suoi dubbi sugli andamenti del quadro macro-economico e finanziario della Regione siciliana.
 
“Benché siano arrivate notizie rassicuranti sulle risorse finanziarie disponibili sia per l’assestamento che per l’esercizio 2017, rispetto ad ambiti importanti come la Formazione professionale, i trasferimenti alla ex Provincie regionali, gli interventi in favore dei disabili, quelli per i comuni dissestati e per il rinnovo dei contratti, purtroppo - ha detto il segretario della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro - ancora una volta registriamo che anche questa legge di Stabilità è costruita sull’emergenze e sulla precarietà, senza un disegno di prospettiva capace di innescare un processo di sviluppo reale per la Sicilia”. Pagliaro ha aggiunto: “Avremmo voluto ascoltare notizie diverse e discutere sul tipo di sviluppo al quale puntare. Da parte nostra abbiamo suggerito interventi prioritari nei settori manifatturieri e produttivi che continuano a perdere inesorabilmente, ancora oggi, addetti e valore aggiunto Ad esempio i 127 milioni di risparmi sulla spesa sanitaria, che ricordiamo sono somme dei cittadini che hanno pagato in questi anni la più alta aliquota addizionale regionale Irpef d’Italia, potrebbero essere reinvestiti in questi settori”.

Intanto segretario nazionale Udc, Lorenzo Cesa, ha inviato una lettera di diffida al capogruppo del partito all’Ars, Mimmo Turano, “alla luce - si legge in una nota - delle notizie di stampa, secondo cui il gruppo dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana avrebbe cambiato denominazione”. “La decisione di denominare il gruppo parlamentare ‘Udc-Centristi per il Si’’ - prosegue la nota -, se effettivamente assunta, è illegittima e arbitraria, essendo stata assunta al chiaro di scopo di ingenerare confusione circa la posizione del partito sul referendum costituzionale, in difformità con le decisioni assunte dalla Direzione nazionale del partito e in violazione dell’articolo 3 dello Statuto”.

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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