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Quotidiano di Sicilia

Consumi energia, idrocarburi in regressione
di Rosario Battiato

Rapporto Enea: in Sicilia, tra il 2010 e il 2015, i consumi di prodotti petroliferi sono crollati di oltre il 10%. Nel 2016 è diminuito il costo per le imprese italiane. Ma i valori Ue sono ancora lontani

Tags: Idrocarburi, Sicilia, Enea, Petrolio



PALERMO – L’Enea ha diffuso l’“Analisi trimestrale del sistema energetico italiano”. Il rapporto offre il quadro sul prezzo dell’energia per le imprese e delinea le dinamiche dei consumi energetici degli ultimi anni in Italia e nelle regioni. Lo studio è stato diffuso alla fine di settembre sul sito ufficiale dell’Agenzia.

Tra il 2014 e il 2015 si è registrato l’aumento dei consumi di energia destinati ai settori di impiego finale in tutte le zone d’Italia. Il dato complessivo (gas, prodotti petroliferi ed elettricità) ha visto incrementi che variano da un minimo di 0,9% del Nord Est e in Sicilia, a un massimo del 10% registrato in Sardegna. In questo quadro macroregionale, la media italiana ha avuto un valore positivo del 3%. Questo dato è in controtendenza rispetto a quanto si è verificato negli ultimi quattro anni e comunque conferma un risultato abbastanza evidente: rispetto al 2010 tutti i consumi sono ancora largamente inferiori (in Sicilia quasi -5%).

Andando a scomporre il dato generale, scopriamo che i consumi di prodotti petroliferi sono quelli che arrancano maggiormente. A fronte di un aumento generale nel 2015 (+1,6%), rispetto al 2014, e sebbene mantengano ancora il 37% dei consumi energetici considerati, restano in riduzione nel Nord Est, nel Nord Ovest e in Sicilia (rispettivamente a -3,4%, -1,5%, -2,1%). Rispetto al 2010 il dato siciliano è crollato di oltre dieci punti percentuali.

In controtendenza, rispetto al petrolio, è il capitolo relativo ai consumi di gas. In Sicilia, e nel Sud in generale, si assiste a una crescita costante dal 2010. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2015, i consumi isolani sono cresciuti del 10% e la tendenza è stata positiva anche nel confronto tra 2014 e 2015. In Italia, invece, è un crollo costante con un -10% che si è registrato mediamente per ogni anno. L’ultimo capitolo analizzato è quello relativo ai consumi di elettricità. Se nell’ultimo biennio il dato è stato in crescita di circa 1,5%, resta comunque impietoso il confronto col 2010 che vale un distacco di oltre il 10%.

La parte preponderante dello studio ha, inoltre, analizzato la situazione dei primi sei mesi dell’anno in rapporto ai costi dell’energia. Secondo la rilevazione realizzata dall’Enea, il prezzo per le imprese italiane con consumi medio-bassi, quindi tra 20 e 500 MWh annui, si è fermato a 17,7 centesimi di euro, in calo di circa il 6% rispetto ai 18,9 centesimi registrati nel medesimo periodo dello scorso anno. Rispetto alla media comunitaria, il divario è passato da 6,3 centesimi (+50%) a 5,5 centesimi (+45%). Il report ha evidenziato, inoltre, una diminuzione dei consumi totali di energia primaria (-1%) e delle emissioni di CO2 (-1,4%).

Dall’Analisi trimestrale emerge anche un miglioramento dell’indice Isprad (Indice di sicurezza energetica, prezzo dell’energia e decarbonizzazione) elaborato dall’Enea e necessario per misurare gli obiettivi decarbonizzazione al 2020 e al 2030, ma anche per monitorare i prezzi dell’energia e per valutare la sicurezza energetica nazionale.”Combinando le tre dimensioni del cosiddetto trilemma energetico sintetizzato dall’Ispred – si legge in un commento di Francesco Gracceva, Unità Studi e Strategie Enea e responsabile del gruppo di ricerca che ha curato l’analisi –, a metà 2016 complessivamente l’Italia presenta un grado di soddisfacimento del 64%, in aumento rispetto al 61% raggiunto lo scorso anno”.

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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