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Quotidiano di Sicilia

Elezioni regionali 2017. L'Udc snobba Crocetta
di Valeria Arena

Il presidente D’Alia: “Nel 2012 vinse anche per il nostro appoggio”. “Cementare coalizione con Alfano, Pd e il partito di Cardinale”

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Udc



PALERMO - A fare la bella statuina l’Udc non ci sta. Così, in vista del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre e delle elezioni regionali che inaugureranno in Sicilia una nuova stagione governativa, il partito ha deciso di recitare da protagonista sulla scena politica. è di pochi giorni fa, infatti, la notizia del cambiamento, deciso dal gruppo parlamentare dell’Ars, della denominazione del partito in “Udc-centristi per il sì”,  decicione che ha fatto infuriare il segratario nazionale Lorenzo Cesa, che già a luglio non aveva riconosciuto il congresso che aveva eletto gli organismi regionali e provinciali e inviato dei commissari per indagare sulla situazione. Questa volta, invece, ha deciso di denunciare il gruppo siciliano, ritenendo la decisione illegittima.

Spaccatura o no, il presidente Gianpiero D’Alia è intervenuto sulla questione prendendo le distanze dal proprio segretario: “La vicenda dell’Udc è oggetto di un contenzioso, preferirei non entrare nel merito. Se ne stanno occupando gli avvocati incaricati dai dirigenti siciliani del nostro partito”. Sulla scelta di Cesa di appoggiare il comitato per il ‘no’ il presidente ha ricordato che la riforma contiene anche la “clausola di supremazia” con cui lo Stato potrà intervenire in materie di competenza regionale quando lo richiede “la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica”, cioè “dell’interesse nazionale”:

“Quando al governo c’era il centrodestra siamo stati proprio noi a volere la clausola, posizione condivisa anche da Alleanza nazionale,anche se ora Fratelli d’Italia, erede di An, vota contro”. “Francamente - ha continuato - non ho alcuna voglia di polemizzare, noi abbiamo votato la fiducia a Letta e a Renzi in base a un impegno preso in Parlamento quando non si riusciva a eleggere il capo dello Stato e a formare un governo. Ci siamo impegnati tutti a portare avanti il percorso riformatore e noi siamo sempre rimasti coerenti”.

Anche sul futuro dell’Udc siciliano, D’Alia sembra avere le idee chiare: consolidare l’allenza con i compagni di Governo: “Unire Alfano, gli amici del Pd e il partito di Totò Cardinale attorno alle ragioni del ‘si’ al referendum costituzionale è un modo per cementare la coalizione nella prospettiva dell’alleanza tra forze popolari e riformiste in Sicilia”. Un’allenza in cui non c’è spazio per l’attuale presidente della Regione, il quale ha più volte ribadito l’intenzione di volersi ricandidare alla guida della Sicilia; alla domanda se si sia pentito o no del sostegno dato a Crocetta, nei cui confronti, durante alcune fasi della legislatura, è stato duro, D’Alia ha dichiarato di esser sempre stato diretto e sincero: “Crocetta ha vinto le elezioni regionali per il nostro appoggio ma anche per i disastri provocati dai precedenti governi e per le spaccature del centrodestra nel 2012. Io ho sempre detto ciò che penso - ha aggiunto - sia quando ho criticato Crocetta per gli sbagli che ha commesso sia quando l’ho apprezzato per scelte giuste”.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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