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Istituito un tavolo di lavoro sulla crisi dei Comuni siciliani
di Redazione

Ne faranno parte Governo nazionale, Regione Siciliana, Ifel e Associazione dei Comuni

Tags: Ancisicilia, Leoluca Orlando



Di stabilità finanziaria e politica dei Comuni siciliani si è parlato nel corso dell’assemblea di tutti i sindaci siciliani svoltasi a Palermo l’8 ottobre scorso. Gli amministratori presenti all’incontro hanno evidenziato la situazione emergenziale che sono costretti a vivere a causa dei drastici tagli dei trasferimenti nazionali e regionali degli ultimi anni, ai quali è seguita una consequenziale mancanza di liquidità che ha paralizzato le macchine comunali, impedendo l’erogazione dei servizi ai cittadini.

Come se non bastasse, i maggiori costi del servizio integrato dei rifiuti e la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari hanno reso la situazione insostenibile, costringendo la maggior parte dei Comuni siciliani a non poter  approvare i bilanci di previsione, con il rischio concreto di un aumento esponenziale degli Enti in dissesto. Tutti temi che, insieme con la recente norma sulla decadenza di sindaco e Giunta, rendono impossibile una buona amministrazione degli Enti locali siciliani.

L’incontro di sabato scorso è stato ritenuto necessario da Leoluca Orlando e da Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia, per fare un’analisi complessiva di tutte le criticità che sono costretti ad affrontare quotidianamente gli amministratori locali, proprio alla vigilia del Congresso nazionale dell’Anci che designerà, oggi pomeriggio a Bari, il nuovo presidente.

“Ci auguriamo – ha spiegato Orlando – che si possa realizzare a livello nazionale, nella scelta del nuovo presidente, un momento di unità a garanzia dell’autonomia dell’Anci, chiamata a difendere il sistema delle autonomie senza subalternità a logiche di parte”
Il presidente Orlando ha voluto, in particolare, sottolineare i pericoli derivanti dalla recente norma che prevede, oltre all’azzeramento del Consiglio comunale, anche lo scioglimento della Giunta e la decadenza del sindaco in caso di mancata approvazione del bilancio secondo i termini stabiliti dalla legge. “La norma – ha spiegato – abbassa a un terzo il quorum della sfiducia in Consiglio comunale e viola i principi generali del diritto, attaccando l’autonomia e la dignità degli amministratori. Non si può, infatti, cambiare lo status di un consigliere o di un sindaco dopo la sua elezione. La circolare applicativa è stata immediatamente contestata dalla nostra Associazione e sospesa, anche se la sospensione di fatto non azzera la legge”.

Orlando ha poi affrontato le tematiche collegate alla crisi finanziaria dei Comuni, sottolineando che “purtroppo non solo la situazione degli Enti di area vasta è ancora più drammatica di quella dei Comuni, ma il tutto scaturisce da un meccanismo perverso che ha origine nell’Autonomia della Regione Sicilia. Autonomia che ormai appare come il principale ostacolo allo sviluppo della Sicilia”.

“Recentemente - ha aggiunto - abbiamo ottenuto, dopo un incontro con Piero Fassino, che la crisi drammatica dei nostri Comuni venisse affrontata a livello nazionale, all’interno di una tavolo politico e finanziario cui sono chiamati a partecipare Governo nazionale, Governo regionale, Ifel e Anci”.

“Non possiamo più permettere – ha concluso Orlando - che si giochi con la serenità dei nostri cittadini e con la dignità di chi è stato chiamato ad amministrare e si trova dinanzi a problemi insormontabili che inficiano l’efficacia e la trasparenza del proprio lavoro”.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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