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Aranceti siciliani a rischio estinzione
di Chiara Borz├Č

Allarme lanciato dalla Cia di Catania: il Citrus tristeza Virus può sterminarli nell’arco di due anni. Urgono soluzioni. La Regione ha convocato un tavolo tecnico per lunedi 17 in attesa dell’incontro del 20 al Ministero

Tags: Arance, Sicilia, Tristeza



CATANIA – In Sicilia non sarà il cemento, ma una fitopatia a far rischiare l’estinzione di migliaia di ettari di aranceti, quella del Citrus Tristeza Virus. Giorno 7 ottobre a Catania sono state diffuse notizie inquietanti, gli aranceti siciliani hanno uno, forse due anni di vita, prima di scomparire del tutto, causa la mancanza di vere soluzioni al problema della “Tristeza”.

L’allarme è stato lanciato dalla Cia di Catania, dal responsabile del settore agrumicolo Vito Amantia, che ha evidenziato un altro problema: il CTV è addirittura in evoluzione. “Oggi si parla di ipotetica evoluzione della fitopatia, una mutazione che andrebbe a colpire agrumeti che sono, per la verità, ormai, quasi del tutto spariti – ha detto Amantia -. La Sicilia orientale è stata colpita quasi interamente dalla malattia, giunta a uno stadio molto avanzato, e tra un anno, al massimo due, l’intera produzione rischia di sparire. Ci sono 70 mila ettari dedicati all’agrumicoltura; di questi, 15 mila ettari sono coltivati a limoni, gli altri ad agrumi arancia amara, e fatta eccezione per i 10 mila ettari trasformati dalle imprese, i restanti 45 mila ettari di agrumeti sono in ginocchio”.

L’analisi della Cia Catania si è trasformata in documentazione cartacea pronta per essere inviata sia all’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici, sia al ministro MIPAAF, Maurizio Martina. Giorno 20 di ottobre anche una delegazione catanese sarà ricevuta a Roma per un incontro stabilito proprio per discutere di fitopatie e Ctv. L’elenco delle malattie che colpiscono gli agrumeti siciliani sembra interminabile. Ad oggi i patogeni devastanti sono: il Citrus black spot, il huanglongbing degli agrumi, i ceppi resistance breaking down del virus della tristeza, oltre che la recrudescenza di vecchie malattie come l’exocortite degli agrumi.

“Chiedo all’assessorato, attraverso la programmazione 2014-2020, d’incentivare il proprio intervento per innovare il comparto agrumicolo e renderlo un fiore all’occhiello dell’agricoltura Europea - ha dichiarato la presidente della Commissione Ue all’Ars Concetta Raia intervenendo da Catania - Bisogna mettere a punto nuove strategie, con l’intento di ottenere entro un quinquennio un comparto agrumicolo moderno, dinamico e che sia in grado di affrontare a testa alta i nostri diretti concorrenti come la Spagna, nonché di essere qualitativamente superiore ai Paesi del Nord e Sud Africa che offrono prodotti a prezzi decisamente più competitivi dei nostri”.

Giorno 20 ottobre diventa una data di riferimento per il comparto agrumicolo siciliano, perché, come già spiegato, si discuterà a Roma dell’annoso problema della “Tristeza”. A preparazione della riunione l’assessorato dell’Agricoltura della Regione Sicilia ha istituito un tavolo tecnico, convocato lunedì 17 ottobre, a cui prenderanno parte tutti gli addetti ai lavori del settore, dalle confederazioni ai sindacati, ai consorzi. Dallo stesso Dipartimento Agricoltura è stato manifestato contemporaneamente il desiderio di fare chiarezza sulle stime riguardanti gli aranceti coinvolti davvero dalla Ctv, dei 70mila ettari dedicati all’agrumicoltura quelli compromessi sono 35mila non di più. Si chiede anche di distinguere attentamente tra ceppi di Tristeza definiti “aggressivi” e quelli “blandi”. Con la seconda tipologia, affermano dall’assessorato all’Agricoltura, stati produttori come la Spagna convivono da tempo.

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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