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Quotidiano di Sicilia

Antichi sapori e tradizioni per il turismo
di Giorgia Lodato

Promuovere le visite durante tutte le stagioni e aumentare il numero dei pernottamenti: mission del Distretto turistico nato nel 2012. Coinvolti 23 Comuni di 5 diverse province siciliane: Messina, Catania, Siracusa, Palermo e Trapani

Tags: Turismo, Sicilia



CATANIA - Promuovere il turismo dell’isola anche fuori stagione, incrementare il numero delle presenze turistiche e muoversi su più fronti affinché questi obiettivi possano essere raggiunti. È questa la mission del Distretto Turistico della Regione Siciliana Antichi Mestieri, Sapori e Tradizioni Popolari di Sicilia, aggregazione di operatori, enti pubblici e soggetti privati che si muove nell’ambito della creazione, promozione e commercializzazione di un prodotto turistico sui generis, rivolto a un tipo di turista che non si accontenta della solita vacanza, ma vuole entrare in contatto con la storia e le tradizioni del popolo siculo.

Mestieri che rischiano di scomparire e che vanno tramandati ai giovani, piatti della cucina tradizionale mediterranea, usi, costumi e attività produttive che fanno l’unicità di un posto. Su questi aspetti si concentra la proposta unica e non esportabile offerta dal Distretto, nato ufficialmente nel gennaio 2012 dopo un iter iniziato due anni prima, che ha coinvolto fino ad oggi ventitré comuni di cinque diverse provincie siciliane, da Messina a Catania, da Siracusa con Rosolini a Palermo e Trapani con le Isole Egadi, Valderice e Favignana – giusto per citarne alcuni – oltre che diversi soggetti pubblici e privati che lavorano insieme per realizzare un’offerta completa e adatta ad ogni desiderio.

“Siamo convinti che siano gli operatori privati i veri protagonisti dell’iniziativa, che interagiscono in prima persona con il mercato e formulano proposte adeguate alle esigenze dei turisti attraverso una piattaforma con cui domanda e offerta interagiscono in modo diretto” - spiega il presidente del Distretto Michelangelo Lo Monaco, appena rientrato da un Educational – incontro tra operatori del settore turistico nazionali e internazionali - che ha portato un gruppo di giornalisti, molti dei quali stranieri, alla scoperta della Sicilia Occidentale. Diverse le tappe del viaggio, da Favignana a Valderice, da Roccapalumba a Vicari, da Ciminna a Campofiorito, passando dalle antiche imbarcazioni di Marettimo, dal set del film Il Gattopardo e dall’incantevole Tonnara di Bonagia. “È stato un primo passo per sensibilizzare il territorio e il mercato – osserva Lo Monaco - e sottolineare l’esistenza di una realtà che sta crescendo sempre di più e che punta su un prodotto tradizionale ma giovane, innovativo e di qualità”.

Obiettivo condiviso anche dal Piano di Sviluppo Turistico, che guarda alla destagionalizzazione come ulteriore opportunità di crescita. “Per realizzare questi scopi – racconta il presidente - stiamo lavorando anche alla realizzazione di Club di Prodotto - anche grazie a un finanziamento europeo e al co finanziamento del Distretto pari a 75 mila euro - divisi in itinerari della tradizione, sapori della tradizione e tradizioni alternative, ovvero nuovi segmenti di turismo che comprendono percorsi naturalistici, cicloturismo, trekking, escursionismo, diving e tanto altro ancora”.

Tra i progetti da portare a termine anche quello di creare un marchio collettivo del Distretto, su cui puntare non solo per offrire un prodotto ricercato e di qualità, ma soprattutto per allargare la rete locale, sia con chi fa parte del Distretto sia con tutti i soggetti attivi nel mercato turistico, albergatori e strutture ricettive, agenzie di viaggi e ristoranti. “Chi predilige una vacanza del genere – conclude Lo Monaco - è un turista che sceglie la Sicilia non solo per il mare, il sole e le bellezze naturali, ma anche e innanzitutto per ricevere e condividere emozioni”.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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