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Catania - Raccolta differenziata, una vera "rivoluzione"
di Desirée Miranda

Il Comune ha predisposto anche l’ampliamento della Sezione ambientale del Corpo della Municipale. Sarà una ditta a gestire tutta la città per 7 anni e si costruiranno isole ecologiche

Tags: Catania, Rifiuti, Raccolta Differenziata



CATANIA - “Ci siamo quasi. Abbiamo risolto tutte le problematiche e risposto ai chiarimenti dell’Urega, che dovrà occuparsi della gara d’appalto e con cui, insieme anche con l’Autorità nazionale anti-corruzione siamo in continua interlocuzione. Siamo in dirittura d’arrivo e credo che la settimana prossima la gara d’appalto potrà essere pubblicata”.

È questo l’annuncio dell’assessore all’ecosistema urbano Saro D’agata in relazione al bando per la raccolta differenziata in città. Lunga e travagliata è la strada affrontata per arrivare a questo punto, ma con il nuovo bando, suffragato dall’approvazione in consiglio comunale, ormai mesi fa, del piano d’intervento, la situazione rifiuti a Catania dovrebbe cambiare volto.

La raccolta differenziata, per come è stata pensata, rivoluzionerà il modo di conferire i rifiuti per ogni cittadino catanese. Le regole saranno uguali per tutti perché sarà una sola ditta a gestire l’intera città a differenza di oggi, e lo farà per 7 anni per un costo per i cittadini di circa 350 milioni. Il bando sarà onnicomprensivo di ogni tipologia di rifiuti, dalla raccolta differenziata con anche la creazione di diverse isole ecologiche, a quella degli indumenti fino agli olii esausti. L’obiettivo è quello di cambiare radicalmente la percentuale di raccolta differenziata in città, ancora ferma a soglie molto basse.

Dai dati forniti dal vice presidente del Consiglio Comunale Sebastiano Arcidiacono, dati avuti con un accesso agli atti, emerge che la raccolta dei rifiuti in città nei primi tre mesi del 2016 si attesta sotto il 10%, addirittura in riduzione rispetto agli anni passati, mentre le percentuali salgono a circa 50% nelle zone della raccolta porta a porta. L’assessore D’agata però, precisa che “i dati vanno letti con più attenzione tenendo conto dei parametri della pesatura che dal 2015 sono cambiati”. Quale che sia il dato, comunque, la percentuale del 65% imposta dal governo nazionale entro il 2016 sembra ancora un miraggio e con molta probabilità Catania sarà multata per il mancato raggiungimento dell’obiettivo.

Intanto che si lavora burocraticamente alla gara, comunque, i primi giorni di ottobre è stato avviato il quinto step di copertura della città per la raccolta porta a porta avviata dall’amministrazione Bianco con il supporto del Conai (Consorzio nazionale imballaggi). Le utenze coinvolte sono 1.600 che, unitamente ai precedenti 4 step, coinvolgono in totale 18.200 famiglie.

Aumentano anche i controlli per chi non conferisce correttamente i rifiuti, che a differenza della fase iniziale, non vengono più ritirati se non conformi. Si contano quindi 5 unità in più di Vigili Urbani a supporto della Sezione di Polizia Ambientale. “Purtroppo i nostri concittadini non sono ancora abituati o forse lo fanno a posta, ma hanno continuo bisogno di convinzione e repressione”, afferma l’assessore D’agata. “Non conferendo i rifiuti in modo corretto il danno è doppio - continua - economico ed ecologico. La piattaforma dell’umido per esempio, non accetta i rifiuti se misti oltre una percentuale fisiologica e quindi si rischia di inficiare il lavoro di tutti e diventa inutile. Serve collaborazione”, conclude.

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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