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Quotidiano di Sicilia

I privati per rilanciare i siti culturali
di Isabella Di Bartolo

Dopo Siracusa, anche a Palermo un raggruppamento temporaneo d’imprese si occuperà di gestire i servizi aggiuntivi dei musei. Interessati tra gli altri il chiostro della Cattedrale di Monreale e il Castello della Zisa

Tags: Beni Culturali, Sicilia, Art Bonus, Carlo Vermiglio



PALERMO - Dopo Siracusa, la rivoluzione dei servizi legati al patrimonio culturale tocca Palermo. Lo scorso 7 ottobre è stato infatti sottoscritto il contratto quadriennale per la concessione dei servizi nei siti di Palermo e provincia con il raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalla mandataria società cooperativa Culture e dalle mandanti Mondo Mostre srl e Skira Editore spa. La Regione siciliana, su modello delle altre città d’Italia e del resto d’Europa, tenta la strada della sinergia con i privati per rilanciare il settore del turismo culturale e la gestione di musei e monumenti affidandone i cosiddetti servizi aggiuntivi, dunque biglietterie, ristorazione e merchandising, a imprese private vincitrici delle gare d’appalto.

Nel dettaglio: a Palermo, per il chiostro della Cattedrale di Monreale, il Castello della Zisa e l’area archeologica di Monte Jato a San Cipirello, la società dovrà provvedere alla gestione delle biglietterie, dei servizi editoriali e delle manifestazioni con un programma condiviso dall’amministrazione regionale.

La società Cooperativa Culture dovrà versare alla Regione il 70,5 % sulla vendita dei biglietti; il 9% sul fatturato annuo (al netto dell’iva) derivante dai servizi integrati; il 23 % (al netto dell’iva) sui corrispettivi derivanti da manifestazioni ed eventi. Il canone annuo è pari a 25.000 euro.

Per evitare l’insorgere di contenziosi come già, in alcuni casi, accaduto nel corso del passato sistema delle concessioni, il contratto stabilisce che l’emissione dei biglietti, anche tramite sistema informatizzato centrale, avverrà previo periodico acquisto degli stessi da parte del concessionario che dovrà costituire un fondo di deposito di garanzia al quale l’Amministrazione si riserva di attingere per garantire la continuità del servizio.

Inoltre, per agevolare le indagini sul grado di soddisfazione dei visitatori, finalizzati a migliorare i servizi museali rilevandone i punti deboli, saranno distribuiti modelli di valutazione e dovrà essere possibile distinguere il tipo di pubblico per nazionalità, età o per altre categorie utili.

Per il personale a contatto con il pubblico è richiesta la conoscenza di almeno una lingua oltre l’italiano e il personale sarà dotato di divise sulle quali sarà riportato il logo della struttura museale e un apposito cartellino identificativo.
Il concessionario è, infine, obbligato a consentire il pagamento, da parte del pubblico, di tutti i servizi della concessione anche attraverso carte di credito, bancomat pos o altri sistemi similari.

Dopo Siracusa, dove l’associazione temporanea d’imprese Thekey si è aggiudicata la gara per la concessione dei servizi nei siti della provincia, anche a Palermo si sblocca una lunga e articolata vicenda e potrà essere avviata la  riqualificazione dei luoghi della cultura regionali ottimizzando il livello dei siti museali e delle aree archeologiche ai livelli europei.

“Associando, per ogni lotto in affidamento, siti già pienamente inseriti nei circuiti turistici ad aree monumentali meno attrattive – dichiara l’assessore ai Beni Culturali e all’Identità siciliana, Carlo Vermiglio - si vuole rilanciare l’offerta culturale di un sistema territoriale aprendo ad un pubblico più ampio quei luoghi che, pur dotati di uno straordinario patrimonio culturale e paesaggistico, stentano ad attrarre visitatori. Questo è un settore strategico nella gestione di beni culturali, dove il rapporto virtuoso tra pubblico e privato è fondamentale per generare flussi di risorse economiche e occasioni di sviluppo occupazionale".

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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