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Unicef, allattamento al seno "Ospedali amici dei bambini"
di Angela Ganci

Dall’1989 l’associazione, insieme all’Oms, porta avanti un protocollo informativo in dieci passi. Nel consultorio di Bagheria l’accordo è sostenuto dalla sezione palermitana

Tags: Unicef, Oms



BAGHERIA (PA) - Essere nutriti, sostenuti nella crescita, con modalità idonee a favorire un sano sviluppo psicofisico. Diritti basilari per ogni bambino, riconosciuti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che, all’articolo 24, cita espressamente l’informazione rivolta ai genitori sui vantaggi dell’allattamento al seno. Una scelta sostenuta a gran voce da Unicef che, insieme all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), porta avanti dal 1989 le politiche dell’allattamento al seno, attraverso la realizzazione di un protocollo finalizzato a creare “Ospedali Amici dei Bambini”.
 
Un accordo strutturato in dieci passi che vanno dall’informazione sui vantaggi dell’allattamento al seno fino alla creazione di reti di sostegno a cui rivolgersi dopo le dimissioni dall’ospedale. “Come Unicef siamo partiti dalle evidenze dell’Oms per cui il latte artificiale è alla base di molte malattie croniche dei bambini, a partire dalle allergie - spiega Erminia Francesca Dantes, responsabile materno-infantile del Dipartimento Palermo Unicef Sicilia - Unicef considera il latte artificiale il primo degli abusi, per cui si sta cercando anche nella nostra regione di portare avanti la politica culturale dell’allattamento al seno, finalizzata alla creazione di Ospedali e Comunità amici dei bambini, sebbene al momento non sia possibile annoverare alcun ospedale siciliano che abbia completato il protocollo Oms-Unicef e possa pertanto definirsi a tutti gli effetti Amico dei bambini”.

Perseguendo un’ottica comunitaria l’Unicef Palermo, nella figura del presidente Umberto Palma, fin dal 1997 collabora con l’Asl 6 di Palermo portando avanti concretamente, presso il consultorio di Bagheria, il protocollo Oms – Unicef, alla luce anche della duplice competenza della Dantes, sanitario del percorso nascita e referente Unicef.

Un’esperienza pioneristica che ha permesso di formalizzare, nel 2012, un ulteriore protocollo d’intesa tra Unicef Italia e l’assessorato alla Sanità della Regione Sicilia per estendere alle Asp il programma originario Oms-Unicef.
“Crediamo fortemente in una comunità amica dei bambini che sostenga le mamme anche dopo le dimissioni dall’ospedale, nell’ottica del collegamento territorio - ospedale - territorio, perché l’ospedale senza la comunità è monco” sottolinea Dantes.

Un consultorio dalla parte dei bambini che rappresenti un sostegno su tutti i dubbi e le ansie legate all’allattamento al seno, e che coinvolga tutti i soggetti che ruotano intorno alla neo-mamma, a cominciare dal partner, affinché tornando a casa, le donne, senza punti di riferimento, non corrano il rischio di “arrendersi al biberon”.

“Non può esserci sostegno senza un mutamento culturale che si estende all’intera rete familiare e sociale: la donna deve riappropriarsi del sapere ancestrale legato all’allattamento al seno come comportamento specie-specifico dei mammiferi. Insomma, il latte di mucca è adatto solo al vitello. Bisogna infine puntare sulla formazione dei sanitari che conducono i percorsi nascita, i quali hanno un forte ascendente sulla famiglia e sulla società. Non dimentichiamoci che, per una mamma che allatta in pubblico, per sequela, altre mamme seguiranno l’esempio” conclude Dantes.

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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