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Legge taglia-stipendi: Grillo, Pd voti con noi
di Patrizia Penna

Ferrari (Pd): “Farsa”, il leader M5s: “Misura che serve agli italiani”

Tags: Taglia Stipendi, Parlamento, Beppe Grillo



ROMA - Alan Ferrari, deputato Pd, l’ha definita “una battaglia strumentale”. Il M5s, invece parla in termini trionfalistici della proposta di legge sul taglio agli stipendi dei parlamentari: “Con l’approvazione della proposta di legge taglia-stipendi dei deputati si farebbero risparmiare circa 87 milioni di euro ai cittadini. E questa cifra, comprensiva del dimezzamento delle indennità e della riduzione delle spese, che avranno l’obbligo della rendicontazione, supera di 30 milioni di euro il risparmio stimato della riforma Boschi”.

Proprio ieri la Camera ha avviato la discussione generale della proposta di legge taglia stipendi che porta la firma della grillina Roberta Lombardi e sul provvedimento in questione si preannuncia una battaglia senza esclusione di colpi: “Pensate che domani (oggi per chi legge, ndr), con l’ok ad una semplice legge ordinaria e senza stravolgere la Costituzione in senso autoritario, si porterebbe a casa - proseguono i deputati grillini - un risultato eccezionale per il Paese. I parlamentari hanno una grande occasione: facciano come noi e dimostrino che hanno a cuore gli interessi degli italiani e non solo i loro, tagliandosi gli stipendi”.

Il Pd, attraverso Ferrari, non ha esitato a parlare di una farsa “che svela la grande difficoltà di motivare il No a una riforma che produrrà alcune centinaia di milioni di risparmio agli italiani. Difatti, mentre loro propongono il dimezzamento dell’indennità per 315 senatori, noi con la riforma costituzionale taglieremo tutta l’indennità ai senatori, che da 315 passeranno a 100”.

“Qual è dunque il vero motivo - ha aggiunto - per cui il M5s sta inscenando questa farsa? La verità è che devono spostare l'attenzione e coprire l'imbarazzo per la fantasiosa e poco puntuale rendicontazione delle loro spese. Solo per citare qualche caso curioso: un deputato M5s spende in un mese 1.300 euro di canone d'affitto e nello stesso mese 712 euro di albergo a Roma; un altro spende da inizio legislatura 12.000 euro di taxi e altri 16.700 di trasporti extra, fino al caso del parlamentare cinquestelle che per tre mesi diversi presenta la stessa cifra di 3.323,70 come rimborso spese accessorie di viaggio”.

I deputati pentastellati non hanno dubbi: “è certo che, se dovessero bocciare la nostra proposta - concludono - e rimandare il testo in commissione, o fare altri giochi di palazzo, verrebbe confermato il loro grande inganno nei confronti del Paese e, cioè, che la riforma costituzionale è stata dettata al Governo dai gruppi d'investimento esteri che vogliono solo spolpare l'Italia, a danno dei diritti dei cittadini”.

Beppe Grillo, in un post sul suo blog, corredato da una sua foto vestito da frate, ha rivolto un invito al Partito democratico: “Questa misura - ha scritto il leader del Movimento 5 stelle - serve per gli italiani, non per noi: noi lo stipendio ce lo tagliamo già e non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Renzi è stato sordo al nostro appello, per questo mi rivolgo direttamente ai parlamentari del Pd e di tutti i partiti: lasciatevi andare a uno slancio di generosità e votate la legge del MoVimento 5 Stelle per dimezzare il vostro stipendio. In cambio riceverete gli abbracci dei cittadini e il mio personale”.

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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