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Quotidiano di Sicilia

Carlino: “Compromesso il danno all’immagine”
di Giuseppe Bellia

Il Procuratore regionale della Corte de Conti fa il punto sui reati contro la Pa. Sollevata la questione di legittimità del decreto 103/09

Tags: Pa, Giulio Carlino



PALERMO - Il Procuratore della Corte dei Conti Guido Carlino fornisce al Qds, un’interpretazione del primato negativo della Pubblica amministrazione siciliana.

“Questi dati si giustificano per il fatto la Sicilia è una delle regioni più popolose e in cui è notevole il numero delle Pubbliche amministrazioni. Il dato elevato deriva anche da questo fatto. Una situazione di questo tipo, emerge anche dal raffronto fra i dati numerici riguardanti l’attività della Procura regionale della Corte dei Conti e i dati riguardanti le altre Procure regionali. E qui in Sicilia, abbiamo un numero d’istruttorie aperte, sicuramente più elevato rispetto a altre regioni”.

Carlino indica i casi nei quali interviene la Procura regionale, anche quando il giudizio è stato sollevato dinanzi alla magistratura ordinaria.
“Per quanto riguarda l’attività della Procura della Corte dei Conti, in relazione a fatti che vengono perseguiti anche dinanzi al giudice ordinario come reati, va rilevato che taluni di questi fatti, ovviamente ci interessano sotto il profilo del danno patrimoniale che deriva dal reato.

È il caso per esempio del peculato, in cui il Pubblico ufficiale s’impossessa di somme di denaro. In questi casi, noi possiamo agire per ottenere il risarcimento del danno. In altri casi, l’intervento della Procura regionale non consegue per poter ottenere il risarcimento del danno di tipo patrimoniale, ma per poter ottenere un risarcimento del danno all’immagine della Pa. è il caso della corruzione, il Pubblico ufficiale indebitamente riceve una determinata somma di denaro.
In questi casi la Procura generale della Corte dei Conti, procede nei confronti del funzionario infedele per il danno all’immagine. Sino al mese di agosto, abbiamo potuto procedere a prescindere dall’esito del giudizio che si celebra in sede penale, dal mese d’agosto, con il decreto legge 3 agosto 2009 n 103, (convertito dalla legge 3 ottobre 2009 n.141). Questa norma ha previsto all’art 1 che la Corte dei Conti possa esercitare l’azione per risarcimento all’immagine solo su sentenze penali definitive di condanna, che le vengono trasmesse (legge 97 del 2001)”. Ciò significa che la Procura della Corte dei Conti deve attendere il giudicato definitivo in sede penale, un vero limite.

Il Procuratore informa, inoltre, di un’iniziativa della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti.
“In relazione a questa limitazione dell’intervento della Procura generale della Corte dei Conti, la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Palermo, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale, per far sì che si riespanda la competenza generale che in passato era stata prevista per la Corte dei Conti e che ha trovato fondamento in chiarissime sentenze della stessa Corte di Cassazione in sede di regolamento di giurisdizione”.

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Guido Carlino, Procuratore della Corte dei Conti
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