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Geologia, aggiornata la cartina della Sicilia
di Chiara Borz├Č

Presentato a Catania lo studio che ha tenuto impegnati due ricercatori, Serafina Carbone e Fabio Lentini, per oltre dieci anni. La penultima mappa risaliva al 1886. Tecnologia e approccio disciplinare rendono prezioso il documento

Tags: Cartina Geologica, Sicilia



CATANIA – Risale al 1886 la pubblicazione della penultima cartina geologica della Sicilia. L’aggiornamento, avvenuto dopo 128 anni, è stato possibile grazie al lavoro di due studiosi catanesi, Serafina Carbone e Fabio Lentini, artefici di un progetto durato 12 anni. La stesura della pianta, realizzata su scala 1:250.000, è frutto sia dell’utilizzo delle nuove tecnologie che dei rilevamenti sul campo, approccio disciplinare prezioso ma non più diffusissimo.

È anche per questo che l’Università di Catania ha presentato con orgoglio la nuova mappa. “Un lavoro importante condotto dai nostri ricercatori che consente di alimentare il sapere e la conoscenza del territorio siciliano utile per le future generazioni e soprattutto per chi opera nel campo della protezione e tutela della nostra terra – ha dichiarato il rettore, Giacomo Pignataro – la carta rappresenta un patrimonio da divulgare alla comunità scientifica e a chi davvero prende decisioni in questo settore”.

Forse un neo. Quella avvenuta a Catania non è la stata la prima presentazione del lavoro dei professori Carbone e Lentini, avvenuto in realtà nel 2004 a Firenze durante il 32° International Geological Congress e poi, dopo la prima stesura, al congresso nazionale SGI-SIMP di Milano.

Al Palazzo del Rettorato, oltre la presentazione della cartina è stata fatta quella delle Memorie Descrittive della Carta Geologica d’Italia, inserita nel volume XCV: “Geologia della Sicilia”.

Un cronoprogramma così dilatato ha precise cause alle sue origini. “Avevamo pronta la stesura della prima carta già nel 2004, ma per mancanza di fondi il progetto si protratto per altri 10 anni – ha dichiarato la professoressa Carbone – alla fine grazie ai finanziamenti dell’Università di Catania, dell’Ispira e dell’Ingc sezione di Catania siamo riusciti a stampare la carta”. “Ci sono stati cambiamenti notevolissimi della Sicilia rispetto la fine dell’Ottocento – spiega il professore Lentini – dall’esterno probabilmente non si capisce, ma l’approccio multidisciplinare ha spiegato molte cose. Se volessimo, ad esempio, capire cosa ha provocato il terremoto di Messina del 1908 ci sarebbero almeno 10-12 ipotesi da considerare”.

È stata Serafina Carbone a spiegare poi che la sostanziale differenza tra le due carte dipende da un preciso cambio di approccio disciplinare, in particolare dal passaggio dalla scelta autoctonistica a quello faldistica, cioè verso un metodo più rigoroso di rilevazione. “Per questo motivo non c’è confrontabilità tra la carta e quella di Baldacci”, ammette la biologa.

Il contributo dato dal nuovo lavoro è destinato ad evolversi ancora, l’attuale topografia verrà ancora sviluppata. “Il lavoro non si ferma qui – hanno evidenziato durante la presentazione della carta geologica della Sicilia il direttore dell’Ingv di Catania, Eugenio Privitera, e l’ex presidente dello stesso istituto Stefano Gresta – continueremo tramite l’università a sviluppare il progetto e soprattutto monitorare il territorio siculo-calabrese grazie all’attività di 440 sensori presenti nel suolo. è un’azione utile che sarà utile sia per la comprensione dei fenomeni vulcanici e sismici, sia per le azioni di Protezione civile”.

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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