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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Nuove regole per la movida, arriva il Piano di zonizzazione
di Gaspare Ingargiola

Il Consiglio comunale ha approvato il documento che definisce i limiti di decibel da non superare. Città divisa in 2.829 microaree in base a sei classi di rumore tollerato

Tags: Palermo, Movida



PALERMO - Il Consiglio comunale di Palermo ha dato il via libera al Piano di zonizzazione acustica che suddivide la città in 2.829 microaree in base a sei classi di rumore tollerato, definite da limiti precisi di decibel che non si possono superare altrimenti scatta la contravvenzione.

Un provvedimento che al contempo rafforza le misure contro la movida selvaggia contenute nel regolamento sullo svago e il divertimento notturno a suo tempo approvato da Sala delle Lapidi. “Secondo le rilevazioni condotte da Arpa Sicilia nella città di Palermo - sottolineano da Palazzo delle Aquile - il livello di inquinamento acustico da traffico veicolare non è mai al di sotto dei 40-45 Db, anche di notte e in tutta la città”.

Il Piano antirumore in pratica distingue i quartieri dove sono consentiti suoni più forti, come le aree industriali, dalle zone a basso impatto acustico, come gli ospedali, le scuole o i parchi. La classificazione di zone e quartieri è stata fatta tenendo conto di quattro elementi: traffico veicolare, presenza di attività commerciali e servizi, presenza di insediamenti e attività di tipo industriale e artigianale, densità della popolazione. Ogni area è classificata in base a una scala sonora, contrassegnata da un colore. Per ciascuna classe il Piano individua dei limiti di emissione, immissione e qualità acustica in decibel, distinti per il periodo diurno (dalle 6 alle 22) e quello notturno (dalle 22 alle 6).

I limiti sono: per le zone inserite in I classe (colore verde) 50 decibel di giorno e 40 di notte, II classe (giallo) 55 e 45, III (arancione) 60 e 50, IV (rosso) 65 e 55, V (viola) 70 e 60, VI (blu) 70 e 70. Le zone individuate dal Piano proposto dalla giunta non sono omogenee al proprio interno per garantire, per esempio, delle fasce di rispetto attorno agli ospedali o alle scuole. Sarà compito del Comune, grazie a un ordine del giorno votato dall’Aula, creare delle “zone cuscinetto” per isolare acusticamente le aree protette o procedere ad una serie di bonifiche attraverso barriere e asfalto fonoassorbenti.

È comunque possibile individuare in linea di massima una ‘macrozonizzazione’ delle principali aree della città: il centro storico, ad esempio, è interamente classificato come zona III, con diverse ‘microzone’ ricondotte a classificazione II per la presenza di scuole o strutture ospedaliere; la fascia costiera presenta, a eccezione della zona del cantiere navale (che ha classificazione V e VI), una classificazione che è di classe due in una fascia di poche decine di metri dal mare e di classe tre nella zona più interna; la zona del porticciolo di Sferracavallo, così come la zona dell’abitato di Mondello e dell’Arenella sono classificati in zona III.

In tutta la città è evidente l’impatto del traffico veicolare sull’inquinamento acustico: una vasta zona che si estende da via Libertà a viale Strasburgo e lo Zen verso Nord e verso viale Lazio e San Giovanni Apostolo-Cep a Ovest è classificata in classe IV e III. Una scelta dettata dalla presenza di grandi arterie stradali (via Libertà, via Dante, viale Lazio, viale Strasburgo, la Circonvallazione, viale Michelangelo, ecc.) anche se persistono ampie zone di classe II per la presenza di aree verdi o zone ‘protette’ come scuole o edifici ospedalieri; la stessa situazione, anche se con più ampie zone inserite in classe III, si verifica spostandosi a monte e lungo la circonvallazione verso Sud, dove si riducono le zone classe III che restano soprattutto attorno al grande asse viario; ancora verso la zona Sud della città, è inserita in classe IV una vasta area che va dalla Stazione centrale fino a Brancaccio, con la classificazione più alta (V e VI) della zona industriale ed una progressiva riduzione a classe III e II via via che ci si allontana dal centro. Spicca qui ovviamente la grande area classe I e II attorno agli ospedali Civico e Policlinico.

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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