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Carlo Vermiglio: "Migliorare la fruizione dei siti Unesco siciliani"
di Raffaella Pessina

Forum con Carlo Vermiglio, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana

Tags: Carlo Vermiglio



Quali sono i principali investimenti che riguardano il patrimonio culturale nell’ambito della Programmazione europea?
“La Programmazione europea 2014-2020 per i Beni Culturali è articolata su due linee strategiche correlate: migliorare la fruizione degli attrattori culturali del territorio siciliano, che hanno nei siti Unesco patrimonio dell'Umanità il punto focale di riferimento, e la necessità di potenziare la valorizzazione del patrimonio culturale ricadente nei territori di pertinenza dei siti Unesco. Questo indirizzo è in linea con l'organizzazione del Dipartimento dei Beni culturali per Poli museali all’interno dei quali i siti, i parchi e i musei sono intesi come parti integranti di un ‘sistema’, che vale anche per i cosiddetti servizi aggiuntivi. Dopo Siracusa, è già stato sottoscritto il contratto quadriennale per la concessione dei servizi nel Chiostro della Cattedrale di Monreale, al Castello della Zisa e nell’area archeologica di Monte Jato a San Cipirello. La società aggiudicataria dovrà provvedere alla gestione delle biglietterie, dei servizi editoriali e delle manifestazioni con un programma condiviso dall’Amministrazione regionale”.

Quali sono stati gli interventi più rilevanti nel settore dei musei e dei luoghi della cultura siciliani?
“È stata approvata la norma che prevede che i siti e musei possano incassare attraverso il Dipartimento fino al 30% dei proventi dei biglietti. Nell’ultimo anno sono stati tanti i musei inaugurati o che hanno riaperto le porte dopo interventi di restauri e ristrutturazioni finanziati con fondi anche comunitari: tra gli altri, il Museo Salinas, il Villino Florio a Palermo, il Museo archeologico di Himera, Palazzo Ciampoli a Taormina, il Museo di Lampedusa, il Museo archeologico di Lentini e quello di Licata. Entro l’anno apriremo il Museo interdisciplinare di Messina che, oltre a raccontare la storia architettonica e artistica della città prima del terremoto del 1908, conserva al suo interno capolavori assoluti di Caravaggio e Antonello da Messina. Credo che i musei debbano aprirsi al territorio e diventare Poli di un sistema in cui il patrimonio culturale, insieme a quello naturalistico e ambientale e a tutte le straordinarie peculiarità dei nostri paesaggi culturali, costituiscano gli elementi fondamentali di un percorso di sviluppo culturale ed economico per le comunità locali. Partendo dai territori sapremo accogliere anche i visitatori e i turisti con un’offerta varia, attrattiva e articolata. Oggi nell’attività di valorizzazione dei nostri beni culturali dobbiamo guardare anche ad apporti di qualità esterni all’amministrazione regionale, invitando Università, Enti di ricerca, associazioni e privati alla costruzione di un sistema integrato che sappia mettere insieme competenze tecniche e finanziarie. Altro progetto importante è il Sistema di accreditamento e di monitoraggio dei livelli di qualità dei luoghi della cultura siciliani (musei, parchi, ma anche reti museali) istituito con decreto assessoriale e in linea con l’Atto di indirizzo ministeriale del 10 maggio 2001 per riqualificare e migliorare i musei nei diversi ambiti. Sono state appena approvate dalla Commissione Cultura dell’Ars le linee guida per il riconoscimento degli ecomusei, istituiti con la legge n.16 del 2014. Abbiamo ideato i percorsi di alternanza scuola-lavoro in cui gli studenti sono accompagnati in un processo formativo finalizzato a un concreto apprendimento dell'organizzazione, dei compiti e delle funzioni proprie delle Soprintendenze, dei musei e delle biblioteche. Sul piano internazionale la mostra al British museum di Londra ‘Sicily: Culture and Conquest’ ha registrato in tre mesi più di 100.000 visitatori, esposizione che abbiamo realizzato attraverso un accordo culturale. Anche la mostra itinerante ‘Mirabilia maris’, dedicata al patrimonio archeologico proveniente dai fondali della Sicilia, dopo un percorso espositivo itinerante approda in questi giorni a Palermo, a Palazzo Reale”.

I dati degli incassi e dei visitatori nei siti regionali relativi al primo semestre del 2016 hanno evidenziato un trend positivo. 
“Il primo semestre 2016 conferma il trend positivo degli incassi e del numero dei visitatori nei siti e musei regionali, già registrato nello stesso periodo del 2015. Il dato complessivo riporta un 10,50% in più dei visitatori (da 1.825.530 a 2.017.229). Dati destinati, con ogni probabilità, ad aumentare nel secondo semestre, in coincidenza con la stagione estiva che ha visto i flussi turistici indirizzarsi più verso l’Italia o altri Paesi europei anche a causa dell’instabilità politica che colpisce molte zone del Mediterraneo. È comunque necessario attuare degli interventi migliorativi, quali per esempio un biglietto cumulativo che possa trainare quei siti con minore capacità attrattiva, una revisione degli orari di visita o interventi di tipo strutturale che ne possano migliorare l’accessibilità. Mentre per quei musei che, nonostante espongano opere straordinarie non registrano il numero di presenze atteso, occorre sviluppare maggiormente l’appeal comunicativo valorizzando le potenziali e indubbie risorse, cercando di conoscere e dialogare con il pubblico attraverso modalità nuove. Dobbiamo tuttavia sfuggire alla tentazione di leggere questi dati solo in una chiave meramente economicista. I nostri musei, i siti, i parchi non sono solo attrazioni turistiche, ma principalmente luoghi dove promuovere la cultura per il bene della comunità e dei cittadini senza la quale non si può parlare di benessere sociale. In tal senso sono da incentivare anche le collaborazioni e gli accordi con i privati, con le associazioni e quei soggetti presenti nei territori che possono arricchire l’offerta culturale attraverso una valorizzazione partecipata e integrata a livello territoriale”.
 
In che modo si sta incoraggiando il rapporto pubblico-privato nella valorizzazione del patrimonio culturale?
“In questo particolare momento di crisi per l’economia nazionale e regionale questo assessorato promuove e incoraggia tutte le azioni di partenariato pubblico-privato sia nella forma della sponsorizzazione che nel mecenatismo. Sono stati già attuati alcuni interventi di sponsorizzazione tra i quali quello del Parco archeologico di Selinunte dove la Cantina Settesoli ha finanziato l’illuminazione delle mura orientali. Abbiamo anche promosso un progetto di fundraising per la conservazione e fruizione del tempio C di Selinunte. Per ogni bottiglia di vino Settesoli venduta nei supermercati di tutta Italia e sull’e-commerce, 10 centesimi andranno a favore del parco e il consumatore potrà fare a sua volta una donazione usufruendo del credito d’imposta previsto dall’Art bonus per le elargizioni liberali. Sono state pubblicate sul sito del Dipartimento le schede tecniche degli Istituti periferici relative ai progetti per i quali si ritiene possibile ricorrere alla sponsorizzazione o all’erogazione liberale e attuati alcuni interventi di sponsorizzazione tra i quali il restauro di un dipinto di Palazzo Mirto (Club Soroptimist) e la pulitura di un dipinto al Museo Bellomo (Culturarte). Daremo massima priorità a questo aspetto costruendo ponti tra imprese, mondo produttivo e bancario nel dialogo e nel rispetto delle specificità e dei compiti reciproci.

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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