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Sicilia ultima per raccolta e riciclo. Differenziata arriva solo all'11%
di Rosario Battiato

L’ultimo treno da prendere è il nuovo Piano rifiuti al quale sta lavorando il Governo regionale. La media nazionale è del 49,30%: il risultato isolano risulta imbarazzante

Tags: Raccolta Differenziata, Piano Rifiuti, Sicilia



PALERMO – L’ultimo rapporto banca dati Anci-Conai su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, diffuso nei giorni scorsi, conferma una tendenza di lungo periodo. L’Italia avanza sulla strada dell’economia circolare, mentre la Sicilia continua ad allontanarsi. In questo modo l’Isola perde in termini di vantaggi ambientali e dei corrispettivi erogati da consorzi di filiera che le hanno assegnato appena 10 milioni di euro contro gli 81 della Lombardia.

Ci sono già nove Regioni che hanno raggiunto l’obiettivo Ue del 50% di avvio a riciclo previsto per il 2020. La Valle d’Aosta è l’ultima arrivata e va ad aggiungersi a Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche e Sardegna. Se volessimo proseguire sulla scala delle migliori, troveremmo di certo le buone performance della Toscana, dell’Umbria e dell’Abruzzo. A trascinare il gruppo delle realtà che stanno consolidando l’ottimo lavoro svolto negli anni passati, e che hanno registrato un grande balzo in avanti, c’è la Campania, seguita da Puglia e Calabria. L’ultimo pezzo della classifica vede la Sicilia staccata da tutti per differenziata e riciclo.

La differenziata isolana è la peggiore d’Italia (11,02% contro 49,30% della media nazionale) ed è staccata persino dal penultimo dato nazionale che si è registrato in Puglia (29,81%). Non va meglio sulla porzione avviata a riciclo. Il confronto con le nove regioni che hanno già raggiunto gli obiettivi del 2020 è impietoso: la Sicilia ricicla soltanto il 10% del totale differenziato.

“L’intercettazione pro capite di raccolta differenziata – si legge nella nota che accompagna il rapporto – segna un +7,90% con 253 kg per abitante, sia pur con grandi differenze fra Regione e Regione: si passa dai 357 kg della Liguria ai 54,81 della Sicilia”. Rispetto al 2014 la Sicilia riesce addirittura a far registrare un dato negativo (-11,42%). La raccolta complessiva (carta, plastica, legno, metalli, imballaggi misti, vetro, frazione umida, raee, altro) registrata nel 2015 è stata pari a 202mila tonnellate, pari all’1,5% del totale nazionale.

La differenziata e il riciclo convengono. Nel 2015 il Conai ha stimato erogazioni per 426 milioni di euro a fronte di 4,5 milioni di tonnellate conferite al sistema. Alla Sicilia sono toccati poco più di 10,5 milioni di euro, un valore che supera soltanto Regioni di dimensioni ridotte come Calabria, Basilicata, Molise, Umbria, Valle d’Aosta e resta equivalente al risultato ottenuto da Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Abruzzo. Ben differenti i risultati di Puglia (22 milioni) e Campania (41 milioni), senza considerare i migliori di Lombardia (81 milioni) e Veneto (53 milioni).

L’Italia resta ancora spaccata. “Si conferma l’immagine di un Paese a due velocità, – ha spiegato Filippo Bernocchi, delegato Anci a Energia e Rifiuti – con un Nord dotato di impianti più adeguati e di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica”. Dal Sud “arrivano segnali incoraggianti”, ma non certo dalla Sicilia che continua a perdere in termini percentuali e che rischia di ritrovarsi coinvolta in un’emergenza senza uscita. Adesso c’è l’ultimo treno da prendere e la Regione e il governo sono in trattative sul fronte del nuovo piano rifiuti, che prevederà anche la termovalorizzazione per 700mila tonnellate all’anno di rifiuti, e sull’avvio di un sistema di impiantistica adeguato a una gestione integrata del rifiuto.

Articolo pubblicato il 28 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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