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Palermo - Passante ferroviario, Rfi rassicura: i lavori si faranno "con o senza Sis"
di Gaspare Ingargiola

Se necessario si procederà con una causa all’azienda e si affideranno gli interventi a un’altra ditta. Il tre novembre sarà il giorno della verità: previsto un vertice in Prefettura

Tags: Palermo, Ferrovie, Rfi, Passante Ferroviario



PALERMO - Il passante ferroviario di Palermo si farà, “con o senza la Sis”. Dopo lo spiazzante annuncio del consorzio, che ha prospettato il licenziamento di 250 operai e il conseguente stop ai cantieri, Rfi mette le cose in chiaro: se necessario si farà causa all’azienda e si completerà il passante assegnandolo a un’altra ditta. I tempi si allungherebbero inevitabilmente ma le Ferrovie non hanno intenzione di lasciare le cose a metà con una città sventrata.

Durante un incontro con la stampa convocato in tutta fretta il direttore investimenti al Sud, Roberto Pagone, e il responsabile progetti su Palermo, Filippo Palazzo, hanno cercato di rassicurare i palermitani: “Noi ci auguriamo che sia la Sis a completare i lavori nei tempi previsti - hanno spiegato i due dirigenti -, visto che finora l’azienda si è comportata con grande professionalità, ma se così non sarà agiremo di conseguenza. Di sicuro la legge proibisce di sforare un budget già deciso e stanziato, la Sis non può chiedere una cosa del genere”. Pare che la richiesta sfiori i cento milioni in più “a causa di una serie di imprevisti”. Non a caso, se fino all’estate i lavori erano andati avanti a pieno regime, già da qualche giorno prima dell’annuncio dei licenziamenti procedevano a rilento.

Il giorno della verità sarà il 3 novembre, quando si terrà il vertice in Prefettura con Rfi, sindacati, Comune, Regione e consorzio. Convocazione che ha convinto le parti sociali a revocare la manifestazione inizialmente fissata per oggi, con un corteo che doveva partire dal cantiere principale di via Parlatore e arrivare fin sotto la Prefettura. Una prima conseguenza di questa situazione ingarbugliata c’è già stata: la riapertura della tratta per l’aeroporto è slittata da dicembre a giugno 2017, anche se Rfi è fiduciosa perché l’opera si completi ugualmente entro il 2018. “Finora Sis ha completato il 78% del passante - ha precisato Palazzo - facendo lavori per 560 milioni su un importo contrattuale di 721. La tratta A è completa al 96%, la B al 49% e la C all’86%”.

C’è un altro inghippo: la Regione non ha ancora consegnato la dichiarazione di pubblica utilità per vicolo Bernava, indispensabile per consentire a Rfi di acquistare e demolire cinque palazzine e superare così il tappo del tunnel Imera. Palazzo ha confermato che “ci siamo anche sostituiti al consorzio nel pagamento degli affitti di una settantina di famiglie coinvolte pur non avendo alcun obbligo giuridico. Questo fa capire quanto teniamo al passante”.

L’aut aut delle Ferrovie alla Sis si fa forte anche del sostegno istituzionale: il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio avrebbe definito lo stop ai cantieri “inaccettabile” e la Regione Siciliana e il Comune sono pronte a unirsi all’eventuale richiesta di risarcimento se la faccenda finisse in tribunale. Durante un incontro con il sindaco Leoluca Orlando e il suo vice Emilio Arcuri Rfi “ha confermato la volontà di completare l’opera, di fondamentale importanza, a prescindere dalle decisioni della ditta Sis, alla quale ha già inviato una diffida con l’invito a proseguire i lavori previsti da contratto”. Tutte le carte sono state inviate all’Authority Anticorruzione.

L’assessore regionale delle Infrastrutture Giovanni Pistorio ha espresso “apprezzamento per la volontà di Rfi di coinvolgere nella vertenza l’Anac nella sua funzione di regolazione dei contratti pubblici e di precontenzioso. Non si comprenderebbe l’indisponibilità del contraente privato ad accettare il coinvolgimento dell’Autorithy nazionale. In tal senso, ove si evidenziassero inadempimenti contrattuali o iniziative meramente strumentali finalizzate al perseguimento di interessi speculativi, e Rfi attivasse la procedura di rescissione in danno, l’assessore regionale delle Infrastrutture proporrà alla giunta di governo la costituzione in giudizio dell’amministrazione regionale per tutelare il legittimo interesse pubblico. Infine, ritenendo assolutamente prioritaria la tutela delle maestranze - ha concluso l’assessore - abbiamo condiviso con Rfi che, nel caso in cui l’esito della vicenda risulti traumatico, andranno attivate tutte le forme di garanzia dei lavoratori sia attraverso l’utilizzazione della cassa integrazione sia mediante la clausola di salvaguardia, nell’ipotesi in cui si dovesse procedere con un nuovo affidamento contrattuale”.

Articolo pubblicato il 28 ottobre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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