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Amianto, incubo continuo in Sicilia
di Pierangelo Bonanno e Antonio Mercurio

In tutto il territorio nazionale censiti 53mila siti contaminati, ma il conto non è completo. In ritardo l’applicazione di una L.r. del 2014. In Sicilia assenti le discariche per l’inertizzazione, mentre le bonifiche sono ancora ferme all’anno zero

Tags: Sicilia, Amianto



PALERMO – Sono 53mila i siti nazionali contaminati dall’amianto. Lo certificano i risultati presentati nel corso del convegno “Smaltimento dell’amianto”, organizzato lo scorso ottobre dal M5S alla Camera. E non è tutto, perché i sistemi di rilevamento utilizzati dalle Regioni mancano di omogeneità e gli elenchi non sarebbero del tutto esaustivi. Tra le realtà incomplete potrebbe esserci anche la Sicilia che, comunque, ha inviato al ministero i dati relativi alla rilevazione 2015. L’Isola, in ogni caso, ha fatto registrare un ritardo di applicazione nella cosiddetta Legge regionale amianto n.10/2014.

Nel grande mare dell’amianto nazionale non ci sono soltanto siti da bonificare. In gioco, infatti, c’è anche la mappatura completa dei siti: una necessità ribadita nel corso dei lavori del convegno da Mariano Alessi, dirigente del ministero della Salute, e che potrebbe presto trovare compimento grazie agli accordi recenti tra Regioni e ministero nell’ottica di una raccolta dati informatizzata.
In ballo c’è anche la gestione dei rifiuti contenenti amianto. Secondo i dati del rapporto “Rifiuti speciali” redatto dall’Ispra la scorsa estate, nel 2014 sono stati 340mila tonnellate, in contrazione di 74mila tonnellate rispetto al 2013, e costituiti per oltre il 90% da materiale di costruzione. In cima a questa graduatoria ci sono Lombardia, Piemonte e Toscana, mentre la Sicilia contribuisce con appena il 2% del totale, arrivando a una quota pari a 7mila tonnellate.

Nell’Isola, tuttavia, non esistono discariche per l’inertizzazione dell’amianto, anche se un sito del genere era stato previsto proprio dalla legge regionale. In tutta Italia, rileva l’Inail, sono appena 22 le discariche che possono ospitare rifiuti contenenti amianto.
Anche il fronte delle bonifiche stenta a maturare. L’ultimo aggiornamento del ministero dell’Ambiente risale al novembre dello scorso anno: su 41.350 siti da bonificare (dato relativo a quella rilevazione, adesso i siti sono 53mila) ce ne erano 2.236 già bonificati, cioè poco più del 5%, e 606 parzialmente bonificati (1,6%). Numeri contenuti che non riguardano la Sicilia, visto che all’interno del perimetro isolano non sono segnalate bonifiche effettuate.

Intanto dal governo continuano a giungere incentivi per procedere alla rimozione dei manufatti contenenti amianto. Uno degli ultimi risale al 17 ottobre scorso con la pubblicazione in Guri del decreto del ministero dell’Ambiente che prevede un finanziamento di 17 milioni di euro per le imprese che effettuano interventi di bonifica dell’amianto. Si prevede un credito d’imposta al 50% delle spese sostenute per interventi di bonifica dall’amianto (come previsto nell’articolo 56 del Collegato Ambientale) su “beni e strutture produttive effettuati e conclusi entro il 2016 – si legge nella nota del ministero –, stabilendo che il finanziamento complessivo è pari a 17 milioni di euro, e che l’agevolazione non spetta per investimenti di importo unitario inferiore a 20 mila euro”. Le agevolazioni varranno soltanto per interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto. Le imprese potranno presentare le domande di agevolazione a partire dal 16 novembre tramite il portale web che sarà disponibile sulla home del ministero dell’Ambiente.

Lo scorso luglio un altro decreto firmato da Galletti aveva fissato i criteri per l’assegnazione delle risorse (5,5 milioni per 2016 e 6 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018) destinate al fondo per la progettazione degli interventi di bonifica dei beni contaminati da amianto così come costituito dal Collegato ambientale. In questo caso si tratta di un fondo per gli edifici pubblici che dovranno provvedere agli interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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