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La doppia faccia delle imprese in Sicilia: società di capitali ok, male di persone
di Michele Giuliano

I dati di Unioncamere: si fa sempre più ricorso all’apertura della partita Iva per non avere spese per la costituzione dell’attività. Boom delle ditte individuali nel terzo trimestre del 2016: +3.100 che portano il totale a 280.000

Tags: Impresa, Sicilia



PALERMO - Continuano a perdere campo, sul territorio siciliano, le società di persone, a favore delle ditte individuali. Elementi chiari, che risaltano immediatamente dai dati raccolti da Infocamere per il terzo trimestre del 2016, che va da luglio a settembre.

Le motivazioni sembrano essere chiare. La ditta individuale è, infatti, la forma giuridica più semplice e meno onerosa per iniziare a lavorare in proprio poiché, per la sua costituzione, non sono richiesti particolari adempimenti. L’unica cosa da fare, per chi vuole intraprendere una attività, è l’apertura di un numero di partita Iva e non è nemmeno richiesto il versamento del capitale, al momento della costituzione. La ditta individuale è, infatti, quel tipo di impresa che fa riferimento a un solo titolare (cioè l’imprenditore) il quale è quindi l’unico responsabile e anche l’unico promotore della sua iniziativa imprenditoriale: tutta l’attività ricade su di lui e sulla sua capacità lavorativa. E allo stesso tempo tutte le responsabilità.

Su tutto il territorio italiano sono oltre tre milioni le imprese individuali, di cui 280 mila nell’Isola, e solo nel periodo preso in considerazione dalla raccolta dati, ne sono state aperte quasi 3.100. Si tratta di una realtà piuttosto variegata e mobile, in cui i numeri variano velocemente proprio per la facilità con cui permette l’accesso e la fuoriuscita dal mondo dell’imprenditoria. La distribuzione sulle diverse province è abbastanza omogenea rispetto alla popolazione, con picchi nei territori di Palermo e Catania, che contano da sole oltre 100 mila imprese complessivamente.

Al contrario delle ditte individuali, le società di capitali sono definite tali in quanto in esse l'elemento del capitale ha una prevalenza rispetto all'elemento soggettivo rappresentato dai soci. Si distinguono in S.p.a. (società per azioni), S.a.p.a. (società in accomandita per azioni), S.r.l. (società a responsabilità limitata), e S.r.l.s. (società a responsabilità limitata semplificata).

Sono forme giuridiche assunte da imprese di medie e grandi dimensioni operanti nei diversi settori produttivi. La partecipazione dei soci al capitale sociale può essere rappresentata da azioni o da quote a seconda della specifica tipologia societaria. In Sicilia se ne contano 92 mila, con un saldo in attivo di 850 nuove attività nei mesi estivi. Anche in questo caso, spicca su tutte la provincia di Palermo, con ben 214 nuove imprese che vanno a sommarsi alle già presenti 20 mila, numero superato soltanto dalla provincia di Catania, che però ha registro un quasi totale stallo delle nuove aperture nei mesi indicati.

In declino, invece, la scelta di operare nel mondo del lavoro attraverso l’istituzione di una società di persone, così definite in quanto in esse prevale l'elemento soggettivo, rappresentato dai soci, rispetto al capitale. Per questo motivo tali imprese non acquistano mai la personalità giuridica, cosa che invece avviene per le società di capitali, ma è sempre presente un certo grado di separazione patrimoniale tra il patrimonio della società e quello del socio che varia a seconda del tipo considerato.

In Sicilia ne troviamo poco più di 50 mila, cifra irrisoria rispetto al totale nazionale di un milione di imprese. Inoltre, nel trimestre osservato, il saldo tra nuove aperture e cessazioni è addirittura negativo, distribuito su tutte le provincie, in nessuna delle quali è stato possibile registrare un dato positivo.

Sempre sulla vetta, ma in questo caso di una graduatoria che “premia” i peggiori, Catania, con quasi 90 imprese perse per strada.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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