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Quotidiano di Sicilia

Aumento degli associati e accordo con l’Abi
di Simona D'Urso

Forum con Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente Confindustria Catania

Tags: Domenico Bonaccorsi Di Reburdone, Confindustria



CATANIA - È trascorso quasi un anno da quando si è insediato alla presidenza di Confindustria Catania. Tracciamo un primo consuntivo?
“Non immaginavo una responsabilità così impegnativa, ma mi sono reso conto che bisognava rimboccarsi le maniche e mettersi di impegno. E questo ho provato a fare. Sebbene sia trascorso poco meno di un anno, posso considerarmi sufficientemente soddisfatto. Anzitutto, abbiamo avuto un significativo incremento degli associati. Confindustria ci aveva indicato un target che abbiamo abbondantemente superato: delle 60 aziende richieste, se ne sono aggiunte invece 72 (per un totale di 672). Questo è un fatto molto incoraggiante specie in un momento particolare come quello che abbiamo vissuto e di cui si percepiscono ancora gli effetti”.

Il periodo di crisi ha dunque contribuito all’affiliazione al sistema Confindustria?
“È indubbio che quando si vive un momento di difficoltà, si cerchino gli aiuti che possano essere di supporto. Ed è questo il nostro compito. Infatti ci siamo immediatamente occupati di trasmettere un clima di serenità negli ambiti lavorativi, facendo capire che l’applicazione delle norme può solo favorire la ripresa. Per prima cosa abbiamo aperto il dialogo con gli istituti di credito, avviato il confronto con l’Abi (l’associazione dei bancari) per alleggerire la tensione creata sui crediti”.

Una criticità non da poco…
“Certamente. In ottobre, sulla scia di un rapporto avviato a livello nazionale con il gruppo Intesa Sanpaolo, abbiamo sottoscritto un accordo volto a garantire l’afflusso di credito al sistema produttivo delle imprese spesso sottocapitalizzate. Ed ancora ci siamo occupati dell’annosa questione della Tarsu, azione che ha coinvolto molti dei nostri associati, al fine di sensibilizzare gli enti istituzionali e porre un rimedio logico e chiaro: le tasse applicate alle imprese ricadenti nella zona industriale di Catania, per fare un esempio, negli anni sono state calcolate in modo iniquo che non rispetta i criteri di equità ed è per questo che abbiamo proposto una sanatoria. Stiamo quindi creando i presupposti per risolvere il passato e porre solide basi per il futuro”.

Ed infatti avete siglato il “Patto per Catania”…
“Sì, lo scorso settembre, abbiamo attivato una concertazione con le forze datoriali e le organizzazioni sindacali non solo per le nostre associate. Il nostro compito, come associazione, è difendere interessi comuni e non del singolo. Dopo l’accordo definito con l’Abi a sostegno delle imprese, per la definizione di criteri di celerità e di intervento per garantire l’accesso al credito e un reale sostegno del tessuto produttivo, era altrettanto importante cercare di risolvere le problematiche occupazionali prima di arrivare a sanare casi critici. Cerchiamo di fare in modo che le imprese usino tutti gli strumenti utili per risolvere”.

Dal gruppo Giovani di Confindustria Sicilia è partita un’iniziativa interessante…
“Si chiama “Addioburocrazia”. È uno sportello che raccoglie le segnalazioni di casi di malaburocrazia e agirà per accertare la responsabilità dei singoli burocrati e dipendenti pubblici inefficienti che con il loro comportamento superficiale quali i ritardi ingiustificati, le omissioni, gli abusi di potere, che causano oggettivi danni alle imprese e non solo di natura economica: tempi di rilascio per autorizzazioni, concessioni, certificati e agevolazioni di legge. Lo sportello ha la sua sede centrale e le segnalazioni saranno poi smistate nelle varie città di competenza”.

Di recente avete sottoscritto una convenzione con l’Agenzia del Territorio. In cosa consiste?
“Le aziende associate a Confindustria Catania potranno avvalersi dei servizi e della consulenza tecnica fornita dell’Agenzia del Territorio per richiedere servizi estimativi ed accertamenti tecnici su terreni e fabbricati; perizie per inventari, garanzie e fideiussioni; stime per beni patrimoniali; pareri di congruità tecnico-economica su preventivi riguardanti forniture di beni e servizi; accertamenti di regolare esecuzione per collaudi e consulenze specialistiche di varia natura”.
 

 
Internazionalizzazione delle imprese catanesi e partnership con la Camera di Commercio americana
 
Si guarda all’internazionalizzazione con grande interesse…
“Di concerto con la Provincia regionale di Catania, abbiamo tenuto un seminario “Catania oltre frontiera: un percorso di accompagnamento all’internazionalizzazione delle Pmi catanesi”, al fine di dare le indicazioni giuste alle imprese che intendono guardare ad altri mercati, come ad esempio chiarire le agevolazioni previste dalla normativa nazionale.In questo sento, rientra la partnership con la Camera di Commercio americana per aiutare le imprese a conoscere le nuove opportunità di mercato e migliorare quindi le strategie di penetrazione commerciale e possibilità di interscambio con gli Stati Uniti. Vogliamo incoraggiare le nostre aziende ad aprirsi a nuovi mercati. E ciò è possibile solo se riusciamo a creare una rete di alleanze, di saperi e di competenze tra gli attori protagonisti dei processi di internazionalizzazione".

Avete avviato anche un processo di apertura con la Repubblica Slovacca.
“La Repubblica Slovacca potrebbe essere una meta appetibile per la semplicità del sistema di tassazione unico e con un tasso di disoccupazione pari al 4%; il comparto italiano nella Repubblica slovacca è già considerevole”.

Avete redatto un vademecum sull’influenza A.
“È una guida pratica per affrontare l’eventuale diffusione pandemica dell’influenza A, con l’obiettivo di aiutare le imprese a mettere in atto le misure preventive e le organizzative utili a garantire la continuità aziendale. Con l’Aiop abbiamo attivato una convenzione per i dipendenti delle aziende associate”.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Domenico Bonaccorsi di Reburdone
Domenico Bonaccorsi di Reburdone