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Quotidiano di Sicilia

Aria inquinata, servono più alberi in città
di Rosario Battiato

Sicilia grigia: l’Istat ha calcolato 10 mq di verde urbano per abitante a Palermo, 13 a Messina e 16,4 a Catania. Secondo la Ong “The nature conservancy” bastano 4 dollari per abitante per mitigare le temperature

Tags: Oms, Inquinamento, Sicilia, Istat



PALERMO – In Sicilia si respira male. L’abbiamo segnalato nell’inchiesta dello scorso sabato (“Aria contaminata: una parte dei siciliani respira veleni, si ammala e ne muore”) anche se l’inquinamento non è l’unico responsabile delle malattie correlate all’apparato respiratorio.

Ne ha parlato, in una recente ricerca titolata “Più alberi per un’aria più sana”, la ong internazionale ‘The Nature Conservancy’, lanciando l’allarme sull’influsso combinato che ondate di calore e inquinamento atmosferico potrebbero avere nei prossimi anni sulla vita di milioni di persone.

La soluzione è semplice: piantare alberi nelle grandi città con appena 4 dollari per abitanti. Un investimento sostenibile perché gli alberi mitigano la temperatura e possono eliminare fino a un quarto dell'inquinamento. La stima è fatta: investimento da 100 milioni di dollari nella piantumazione di alberi per offrire città più fresche a 77 milioni di persone e riduzioni misurabili dell'inquinamento per altre 68 milioni.

Secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), diffusi all'inizio di ottobre, l'impatto sulla salute degli inquinanti emessi in atmosfera e anche nei luoghi chiusi produce fino a 6,5 milioni di morti all'anno, un dato più che raddoppiato rispetto al 2012. Per conoscere la qualità dell'aria della propria città è possibile consultare una mappa interattiva online (maps.who.int/airpollution/). Le ondate di calore, invece, si considera che siano responsabili di almeno 12mila decessi all'anno.

Le città siciliane non sono particolarmente verdi. Lo confermano gli ultimi dati Istat che calcolano la media di mq di verde urbano per abitante. Tra le città metropolitane le migliori d'Italia, cioè quelle che superano la media nazionale, sono Reggio Calabria (104 mq), Cagliari (56,4 mq) e Venezia (37,4 mq), mentre le isolane restano distanziate. Nel palermitano la disponibilità per abitante non supera i 10 mq, riesce a fare un po' meglio Messina, che arriva a 13 mq, e Catania con 16,4 mq.

Risulta migliore, invece, il dato che riguarda la percentuale della superficie comunale costituita da aree naturali protette e aree del verde urbano. Il capoluogo peloritano è tra i primi otto metropolitani d'Italia col 72,1% e distanzia il dato medio nazionale fermo a poco meno del 20%. Il comune messinese si piazza sul podio con Venezia (65%) e Cagliari (61,2%). Anche le altre due isolane si difendono: Palermo (34,2%) riesce a doppiare il dato nazionale mentre Catania si limita a sfiorarlo (17,8%).

Mancano anche gli strumenti. La relazione annuale del ministero dell'Ambiente dedicata allo sviluppo del verde pubblico ha segnalato tre passaggi essenziali: censimento del verde per fornire il  “rilievo puntuale delle caratteristiche sia quantitative che qualitative del patrimonio arboreo ed arbustivo comunale” e necessario per un programma di manutenzione, il regolamento del verde e il piano del verde, volontario e integrativo della pianificazione urbanistica locale. I tre comuni metropolitani hanno effettuato il censimento del verde, ma il più recente è quello di Messina nel 2013. Il piano del verde è uno strumento quasi esclusivamente concentrato nei comuni del Nord.

Articolo pubblicato il 08 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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