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Acqua, in arrivo canoni super per gli agricoltori siciliani
di Michele Giuliano

In questi giorni la notifica delle cartelle: in alcune province aumenti della quota irrigua del 400%. Si tratta del tributo 2015, ora è da verificare se verrà confermato il rincaro

Tags: Agricoltura, Antonello Cracolici, Acqua



PALERMO - Le tasse si abbattono come una scure sugli agricoltori siciliani. Aumenti vertiginosi, per il pagamento della quota per l’acqua dovuta ai consorzi di bonifica per l’anno 2015, anche del 400 per cento, aumenti che saranno probabilmente confermati per l’anno che deve ancora finire.

Assurdo risultato finale di una norma, contenuta nella scorsa legge di stabilità, l'articolo 47 comma 11, della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, in cui viene stabilito che i Consorzi di bonifica debbano adottare tutte le misure amministrative e gestionali finalizzate al conseguimento dell'equilibrio finanziario entro l'esercizio finanziario 2020, e si diminuisce a scaglioni la contribuzione da parte della Regione.

La denuncia arriva dalla deputata all'Assemblea Regionale Siciliana del Movimento 5 Stelle, Vanessa Ferreri: “Ai nostri agricoltori – dice la parlamentare - stanno in questi giorni arrivando salatissime cartelle di pagamento da parte del consorzio di bonifica, con il canone annuale aumento anche del 400 per cento”.

Se la provincia di Ragusa e i suoi agricoltori sono stati colpiti da cartelle pazze con cifre che si sono quadruplicate nel giro di un anno, anche in provincia di Trapani la situazione è drammatica. E la categoria non è rimasta con le mani in mano: oltre 200 agricoltori hanno presentato ricorso alla commissione tributaria nel tentativo di bloccare l'aumento del tributo fisso irriguo deciso dal consorzio di Bonifica “Trapani 1”. La situazione potrebbe essere un po’ diversa in provincia di Agrigento. Lo dice Giovanni Caruana, storico dirigente della Cia di Ribera, che insieme alle organizzazioni professionali agricole ha preparato una proposta da presentare al commissario e al direttore del consorzio di bonifica di zona.

“Adesso che la Regione ha stanziato 3 milioni e 400 mila euro per il consorzio di bonifica di Agrigento - afferma Caruana - ci sono tutte le condizioni per non prevedere alcun aumento del canone irriguo e mantenerlo a 19 centesimi metro cubo non solo fino al 2016, ma anche negli anni futuri”.

Eppure non sono queste le soluzioni che possono veramente risolvere il problema dei consorzi di bonifica, ma si presentano più come palliativi per un comparto che non funziona e sta crollando sotto una enorme mole di debiti.  “Questo nuovo balzello per gli agricoltori della fascia trasformata – dice ancora l’onorevole Ferreri - non solo è odioso, ma è l’emblema della politica agraria miope e scollegata da ogni realtà di questo governo, che invece di intervenire seriamente a sostegno di un settore già martoriato, attuando la riforma dei consorzi di bonifica già approvata con l’articolo 13 della legge regionale 5/2014 e facendosi scudo contro gli scellerati accordi economici europei, interviene a sostegno di enti che hanno dimostrato in questi ultimi anni di essere soltanto fonti di maxi stipendi e di bilanci fantasma, di enormi buchi di bilancio e di atteggiamenti anomali, scorretti e poco trasparenti nei confronti dei propri lavoratori”.

Una riforma che l'assessore regionale all'Agricoltura Antonello Cracolici, già alcuni mesi fa, aveva dichiarato essere in dirittura d’arrivo, affermando che “entro la fine dell'anno sarà attuata la riforma dei consorzi di bonifica. Da undici passeranno a due ed avranno una gestione diretta degli agricoltori”. Un altro elefantiaco carrozzone che si trascina come un peso per le casse regionali ormai da decenni, dopo il commissariamento che risale ormai a 21 anni fa.

Articolo pubblicato il 09 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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