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Quotidiano di Sicilia

Segnali di ripresa in attenuazione. Crollo dell'export, male l'industria
di Roberto Pelos

Presentato ieri il rapporto della Banca d’Italia sull’economia in Sicilia nel primo semestre 2016. Disoccupazione al 21,9% resta quasi doppia rispetto alla media nazionale (11,9%)

Tags: Economia, Sicilia, Bankitalia, Crisi, Industria



PALERMO – Presentata ieri la pubblicazione dal titolo: “L’economia della Sicilia – Aggiornamento congiunturale”, realizzata dalla Banca d’Italia. Secondo l’indagine, nella prima parte del 2016 si sono attenuati i segnali di ripresa emersi nel corso dell’anno precedente. È proseguito l’aumento dell’occupazione ma soltanto a vantaggio del settore dei servizi e in particolare il commercio, gli alberghi e i ristoranti. Il tasso di disoccupazione, anche se in calo, è rimasto tra i più elevati nel confronto con le altre regioni italiane.
I prestiti alle imprese sono ulteriormente diminuiti riflettendo soprattutto la debolezza della domanda di credito mentre si è rafforzata la crescita dei finanziamenti alle famiglie sia riguardo ai mutui immobiliari, in presenza dell’aumento delle compravendite, sia per il credito al consumo.

Dopo l’attenuazione del 2015 la qualità di credito è di nuovo peggiorata, in particolar modo per effetto dell’ingresso in sofferenza di finanziamenti che già presentavano difficoltà di rimborso. Ad aumentare di molto rispetto all’anno scorso, le disponibilità liquide detenute presso il sistema bancario dalle famiglie e dalle imprese siciliane; una crescita che ha riguardato, soprattutto, i depositi in conto corrente, mentre ha continuato a diminuire il valore degli investimenti nelle altre forme di risparmio.

L’attività industriale, dopo essersi stabilizzata nel corso del 2015, ha mostrato nuovamente segnali di debolezza nel primo semestre del 2016; in questo settore ha mantenuto comunque un andamento positivo in modo particolare il comparto degli alimentari e bevande, grazie soprattutto alla domanda estera.

Le prospettive reddituali delle imprese per l’esercizio in corso sono in linea con i risultati del 2015, con il 65% delle aziende che prevede un utile e il 16% che stima una perdita. La spesa per gli investimenti, ridottasi ininterrottamente dall’inizio della crisi, segnerebbe un ulteriore calo. Si sono ridotte, nel primo semestre del 2016, le esportazioni di merci siciliane a prezzi correnti (-18,6% su base annua mentre nel 2015 si era registrato un -12,4%), le importazioni si sono contratte del 25,1% (-26,1% nel 2015).

Soffermiamoci adesso nuovamente sul mercato del lavoro regionale che ha comunque mantenuto un andamento positivo anche se in rallentamento rispetto al 2015. In base alla rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, nel primo semestre del 2016 il numero medio degli occupati è aumentato dell’1,9% (oltre 25 mila unità) rispetto allo stesso periodo del 2015. L’aumento dell’occupazione ha riguardato sia le donne sia, in modo più marcato, gli uomini. Come l’anno scorso i lavoratori con almeno 55 anni e quelli con età compresa tra i 15 e i 34 anni hanno contribuito in modo positivo alla crescita occupazionale mentre si registra una riduzione degli occupati di età compresa tra i 35 e i 54 anni (-1,4%).

Gli occupati dipendenti sono cresciuti del 2,5% a fronte di una sostanziale stabilità degli autonomi (0,1%). La crescita occupazionale ha riguardato soprattutto il settore dei servizi (3,8%) e in modo particolare nei comparti attinenti a commercio, alberghi e ristoranti a fronte di una diminuzione degli occupati nell’Amministrazione pubblica e difesa; il numero di occupati è diminuito in tutti gli altri settori. Il tasso di disoccupazione, che si è portato al 21,9%, rimane purtroppo significativamente al di sopra rispetto della media nazionale e del Mezzogiorno, pari rispettivamente all’11,8% e al 19,7%.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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