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Quotidiano di Sicilia

L'Uragano Donald Trump e la "Brexit americana"
di Simone Rizzo

Durante il suo discorso finale, Trump ha affermato: “Gli uomini e le donne dimenticate non continueranno ad essere dimenticati”. Hillary Clinton: “Sconfitta dolorosa”, poi si congratula con il neopresidente

Tags: Hillary Clinton, Donald Trump



Dopo i burrascosi eventi che negli ultimi mesi hanno messo in difficoltà l’ex-first lady con l’emailgate e il tycoon con lo scandalo sulle presunte molestie sessuali nei confronti di più donne, le elezioni si sono concluse con la vittoria del candidato repubblicano Donald Trump. Il suo può essere definito un “trionfo” inaspettato, considerando che i sondaggi fino a poco più di ventiquattro ore prima gli davano il 28% delle possibilità di vittoria (dati FiveThirtyEight); invece per i Democratici si può parlare di una delle peggiori disfatte della storia del Partito.

Nei sondaggi alcun Stati chiave come la Florida dovevano essere quelli che avrebbero permesso alla Clinton di vincere le elezioni ma, proprio questi, sono passati ai Repubblicani. Tra mezzanotte e le sei del mattino sono stati chiusi tutti i seggi degli stati federali: intorno all’una sono cominciati a pervenire presso le agenzie di stampa i primi risultati di Virginia, South Carolina, Georgia e Florida, i quali in un primo momento hanno mantenuto la formula del “too close to call”. La Florida è rimasta in bilico per molte ore ma poi il voto delle contee rurali ha definito il vincitore: Trump.

Di lì in poi, l’intero election day ha preso una piega che pochi si sarebbero potuti aspettare e con il passare delle ore la maggior parte delle roccaforti democratiche (come gli stati dei Grandi laghi come il Michigan e il Wisconsin) hanno cominciato a cadere. Ancora più clamoroso è stato il colpo inferto dall’indipendente McMullin che, ottenendo circa 154 mila voti, ha impedito alla Clinton di vincere in Utah.

La partita si è chiusa in mattinata, quando il candidato repubblicano ha ottenuto i grandi elettori della Pennsylvania.
Durante il suo discorso finale, Trump ha affermato: “Gli uomini e le donne dimenticate non continueranno ad essere dimenticati”. In questa frase si racchiude ciò che gli ha consentito di vincere le elezioni: il miliardario americano ha stravinto nelle contee rurali del Mid-West e della cosiddetta “America profonda”, lasciando alla Clinton le grandi città. La sua forza è stata proprio quella di riuscire ad ottenere consenso in quelle zone della classe media e operaia, dimenticata dal mondo e soprattutto dal Governo: logica che invece, il Partito Democratico, ha “snobbato” preferendo accasarsi a Wall Street.

Bernie Sanders aveva capito che il Partito doveva rinnovarsi ma l’establishment, evidentemente, non era pronto a fare questo passo. L’economista e premio nobel Paul Krugman, sul New York Times ha detto in merito: “Quello che sappiamo è che la gente come me davvero non ha capito il Paese in cui viviamo”. Trump d’altro canto non è stato propriamente un repubblicano, in quanto è stato formalmente “scomunicato” dall’establishment del Partito: altro punto a favore del neopresidente agli occhi degli elettori. Il dato che emerge infatti è la volontà elettorale di prendere le distanze dalla vecchia politica e trovare una figura di riferimento che non abbia nessuno alle spalle e che si lontana dalle logiche di partito: Trump per l’appunto.

Ieri tantissimi i leader internazionali che hanno detto la propria sul nuovo presidente tra cui il presidente turco Erdogan il quale ha parlato di “inizio di una nuova era” e il presidente cinese Xi Jinping che si è detto “impaziente di lavorare con Donald Trump senza conflitti”.

Anche in Italia reazioni molto “variegate”: un avviso di sfratto al premier Matteo Renzi che arriva da Oltreoceano. Così le opposizioni hanno letto la vittoria alle presidenziali americane di Donald Trump, mentre il presidente del Consiglio, che in più di un'occasione e anche citando titoli di celebri film (“Speriamo che sia femmina” aveva detto dal palco della Leopolda) si era esposto a favore di Hillary Clinton, non ha potuto fare altro che “congratularsi” e augurare “buon lavoro” al neo eletto.
Visibilmente emozionata, Hillary Clinton nel suo discorso ha parlato di “sconfitta dolorosa” ma con grande fair play si è congratulata con Trump e rivolgendosi alle donne ha aggiunto: “Non smettete di lottare”.

Twitter: @SimoneRizzowski

Articolo pubblicato il 10 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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