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Senza Pec bruciati 10 milioni di euro
di Dario Raffaele

P.a. e Pec. Sprechi e ritardi senza informatizzazione.
Diffusione Pec. Secondo l’ultima rilevazione dell’Istat sulle tecnologie dell’informazione nelle p.a. locali, vi sarebbe un livello di diffusione della Pec del 17,7% contro una media nazionale del 29,9%.
Comunicazioni interne. Sono circa 60 le caselle di posta elettronica certificata attivate presso gli uffici della Regione siciliana ma attualmente non possono essere utilizzate per comunicazioni verso l’esterno.

Tags: Pec, Pa



PALERMO - La mancata utilizzazione della Posta elettronica certificata alla Regione siciliana, costa alla collettività qualcosa come 10 milioni di euro in un solo anno. Per calcolare questa cifra abbiamo chiesto ai 12 assessorati regionali di fornirci il quantitativo di posta in entrata nei loro uffici, quindi abbiamo moltiplicato questo numero per il costo medio di una raccomandata (5 euro). Dalla nostra indagine, cui hanno risposto quasi tutti i dipartimenti della Regione (tranne quello alla Formazione professionale e l’Agenzia per l’impiego, secondo il quale tale dato “non sarebbe di interesse a fini giornalistici”, ndr), è emerso che per l’anno 2009 sono arrivate 609.173 missive per un costo di oltre 3 milioni di euro. Ritardi e stress sono le ulteriori conseguenze della mancata utilizzazione della Pec.
 
In una precedente inchiesta avevamo poi evidenziato il costo sostenuto (desunto dal Rendiconto generale della Regione per il 2008) dalla pubblica amministrazione regionale per inviare posta ordinaria e fax: 2 milioni e mezzo di euro all’anno. Il totale, 5,5 milioni di euro, è presto fatto. Ma a questa cifra dovrebbero essere aggiunti i costi della carta da lettere, delle buste, dei francobolli (oltre 1,5 milioni di euro) e quelli per raggiungere il luogo della spedizione (ufficio postale o cassetta delle lettere). Che dire poi dei ritardi della posta? Quanto incidono questi ritardi per le tasche dei cittadini? Non diciamo un’eresia quantificando il tutto in circa 10 milioni di euro (e siamo certi che il dato, così formulato, sia comunque sottostimato).
Un costo che potrebbe essere azzerato, con ulteriore risparmio di tempo e stress, se tutti, P.a., professionisti e imprese si dotassero della Pec.

La Posta elettronica certificata, disciplinata dal Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. n. 82 del 2005) al comma 3 dell’art. 47, è diventata obbligatoria per le pubbliche amministrazioni con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009 della Legge n. 2 del 2009.

Ma la Regione siciliana è ancora indietro nell’adozione di questo strumento di velocizzazione e certificazione: “Sono già attive oltre il 50% della caselle di posta elettronica certificata - ci facevano sapere a metà del mese scorso dall’ufficio stampa dell’assessorato regionale al Bilancio, che si occupa dell’informatizzazione della Regione - intestate a un referente per ogni dipartimento e ufficio speciale che ha completato le procedure per la password. Sono circa 60 ma sono ancora delle Pec interne. Si stanno espletando le procedure con il Cnipa per il riconoscimento della possibiltà di attivare il servizio anche per le comunicazioni con l’esterno”.

Scoraggiante il dato relativo all’intera regione Sicilia (e non limitato agli uffici in senso stretto della Regione). Secondo l’ultima rilevazione dell’Istat sulle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni nelle p.a. locali, vi sarebbe un livello di diffusione della Pec del 17,7% contro una media nazionale del 29,9%. La posta elettronica tradizionale è invece oramai prassi nel 95,8% degli uffici pubblici contro una media del 98,5% a livello nazionale.

Abbiamo sentito alcuni dirigenti generali sulla Pec. Giovanni Bologna, dirigente generale del Dipartimento Lavoro, ci racconta come si lavora con questo strumento: “La Pec (un’unica casella per l’intero Dipartimento, sia sede centrale che periferica) è stata attivata nei termini di legge. Da quel momento, il Dipartimento trasmette con Pec la posta elettronica che necessita di certificazione. Gli uffici periferici sprovvisti ad oggi di casella Pec loro dedicata (risulta in corso di evasione la richiesta effettuata da questo Dipartimento per l’intera rete periferica ) continuano a trasmettere la posta elettronica per mail ordinaria.

Anche Dorotea Girgenti, Funzionario Direttivo del Servizio Protocollo informatico dell’assessorato alla Famiglia ci ha dato la sua opinione: “Ritengo che la Pec sia assolutamente una novità da introdurre al più presto e rendere pienamente efficiente e operativa. Potrebbe aiutare moltissimo gli uffici, soprattutto perché si eviterebbero le montagne di carte che spesso affollano le nostre scrivanie. Ovviamente ci dovremo anche adeguare a livello di conoscenza personale per l’utilizzo di questo nuovo strumento”. 

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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