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Quotidiano di Sicilia

Differenziata, si fa tanta raccolta e poco riciclo
di Emiliano Zappalà

Secondo Assorimap, l’associazione dei riciclatori di plastica, viene rigenerato un quarto dell’immesso a consumo totale. Un corretto sfruttamento delle risorse potrebbe dar linfa all’economia italiana

Tags: Assorimap, Raccolta Differenziata, Rifiuti



ROMA - In Italia, ogni anno, i prodotti in plastica che entrano nel circuito dei consumi sono oltre i due milioni di tonnellate. Numeri normali se si tiene il confronto con gli altri paesi avanzati perfettamente integrati con le dinamiche del consumismo globale. Il problema del nostro paese consiste però nello smaltimento. Numeri ancora troppo bassi, con una raccolta differenziata che si attesta intorno alle circa 900 mila tonnellate e con un avvio al riciclo avvero irrisorio di circa 540 mila. Questi dati sono stati rimarcati qualche settimana nel corso di un convegno organizzato da Assorimap (l’Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori materie plastiche). L’Associazione, in collaborazione con l’Università Luiss, nell’ultimo periodo si è concentrata particolarmente sugli aspetti della riforma europea sui rifiuti e sul ruolo del riciclo della plastica nell’economia circolare, anche per fare il punto della situazione in vista delle scadenze Ue al 2020 per una crescita sostenibile.

In Italia, ha osservato recentemente il presidente di Assorimap Walter Regis, ‘’si fa tanta raccolta ma poi se ne ricicla molto meno’’. Viene infatti riciclato per esempio circa un quarto dell’immesso a consumo (cui bisogna aggiungere 330 mila tonnellate lavorate da operatori indipendenti). Secondo Regis il nostro Paese è sì tra i leader nella tecnologia e nell’impiantistica per il riciclo della plastica ma ancora non c’è un sistema adeguato per valorizzare le imprese che investono su queste attività. ‘’Gli effetti secondo gli studi messi a punta dall’Associazione sono quelli di una migrazione delle aziende verso Paesi che invece hanno messo al centro dell’agenda delle politiche di sostenibilità”. Secondo Confimi industria questo è dovuto in Italia, alla mancanza di un modello efficace di economia circolare in grado di “generare nuove opportunità per le imprese”.

Secondo uno studio pubblicato in estate da Legambiente sarebbero 199 mila i nuovi posti di lavoro già creati in Italia dai primi esperimenti di economia circolare. Numeri al netto dei posti persi a causa del superamento del modello produttivo precedente.  L’Italia ha le possibilità di far leva soprattutto su riciclo e rigenerazione, sulla bioeconomia, sull’innovazione nell’industria alimentare, chimica, farmaceutica, dei prodotti confezionati di largo consumo e nell’industria biotecnologica. In più bisogna considerare che nel nostro Paese esiste un settore agricolo molto sviluppato che produce annualmente 9milioni di tonnellate di rifiuti e 20milioni di tonnellate di residui agricoli che potrebbero trovare un riutilizzo vantaggioso nel compostaggio, la digestione anaerobica e la bioraffinazione, mentre un ulteriore sviluppo occupazionale ed economico potrebbe venire dal settore attualmente in crescita delle bioplastiche.

Un corretto sfruttamento e un giusta valorizzazione di queste risorse potrebbe dare linfa all’economia italiana, da tempo in sofferenza, ma soprattutto potrebbe trasformare, a parere degli esperti, il Centro-Sud nel volano di una vera e propria trasformazione economico-ambientale. Si tratta di opportunità da cogliere il prima possibile, perché di tempo, fin qui, se n’è sprecato anche troppo.
 

 
Aci Bonaccorsi (Ct). Il ministro Galletti: “Qui le regole sulla raccolta funzionano”
 
Visita del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ad Aci Bonaccorsi. Il Comune è infatti tra i pochi della provincia di Catania con un buon livello di differenziata, il 55 per cento, che ne fa una realtà virtuosa da esempio per le altre. In Sicilia la media di raccolta è infatti ferma al 12 per cento, con l’emergenza rifiuti che incombe come uno spettro.
La visita del Ministro Galletti è stata dunque organizzata per conoscere il Comune e per complimentarsi con tutti i cittadini per i risultati raggiunti in termini di raccolta differenziata.
“Ho visto un bel paese e una bella comunità – ha detto il rappresentante del governo Renzi ai presenti, tra gli altri il sindaco Mario Ali e l’assessore all’Ambiente, Salvo Tomarchio – ma soprattutto, credo che il livello di raccolta differenziata che siete riusciti a raggiungere sia un livello più che soddisfacente. Un motivo di forza per tanti comuni in Sicilia e in Italia”. Un modello virtuoso che l’amministrazione ha perseguito, mantenendo alte le percentuali di differenziata. Un lavoro non facile, come sottolineato dallo stesso Ministro.
“Ci sono Comuni che arrivano all’85% di raccolta – ha detto Galletti – e Comuni che si fermano al 3%. Le regole ci sono e, se qui abbiamo la raccolta differenziata al 55%, vuol dire che funzionano”. Soddisfatti i rappresentanti dell’amministrazione comunale, in particolare l’assessore Tomarchio. “Non esiste comune virtuoso senza cittadini virtuosi – ha detto. I complimenti che il Ministro ha fatto ad Aci Bonaccorsi ho sentito il piacere e il dovere di farli pubblicamente ai cittadini del nostro Comune che con amore e senso di responsabilità fanno giorno dopo giorno una corretta raccolta differenziata”.

Melania Tanteri

Articolo pubblicato il 15 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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