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Catania - Istica, Unicredit non smentisce. Si riapre la partita a San Berillo
di Redazione

Fondata negli anni ‘50, la società fu costituita per riqualificare i quartieri degradati della città. Secondo fonti qualificate, la banca avrebbe acquistato l’Istituto immobiliare di Catania

Tags: Catania, San Berillo, Unicredit, Istica, Enzo Bianco



CATANIA – Novità importanti per l’Istica, l’Istituto immobiliare di Catania. A quanto si apprende da fonti qualificate, l’Unicredit avrebbe acquistato la società etnea, costituita negli anni ‘50 per riqualificare i quartieri degradati della città, come San Berillo, e per realizzare alloggi a prezzo calmierato. Ci sarebbero già due opere in fase avanzata di progettazione: un grande parco urbano con zone al verde e giochi per bambini, che dovrebbe sorgere in Corso dei martiri della libertà, e un parcheggio sotterraneo con almeno 700 posti auto.

Abbiamo posto a Unicredit la seguente domanda:
“Abbiamo avuto notizia che avete acquistato l’Istica, istituto immobiliare di Catania costituito negli anni ‘50 per il risanamento, tra l’altro, del quartiere di San Berillo. Secondo le nostre fonti, Unicredit starebbe elaborando un piano di rilancio per il Corso Sicilia. Vi chiediamo conferma di tali indiscrezioni e, ove possibile, gradiremmo ricevere maggiori informazioni su tale notizia, che certamente sarebbe di particolare importanza per il territorio etneo”.
La banca si è trincerata dietro un lapidario “no comment” che non conferma né smentisce l’indiscrezione. 

L’Istica fu costituito oltre sessant’anni fa, il 27 novembre del 1950. Erano gli anni in cui alle falde dell’Etna imperversava la Democrazia cristiana. Inizialmente il piano Brusa – l’architetto della Società generale immobiliare di Roma, di proprietà vaticana e tra i principali finanziatori di Istica – prevedeva la realizzazione di un abitato per accogliere i cosiddetti “deportati di San Berillo” (circa 30.000 persone) in zona San Leone. Il progetto fu quindi recepito dall’Istica e inserito nel Prg dal commissario prefettizio nel 1952. Nel frattempo cambiò la giunta e l’Istituto ricevette  una serie di fondi: per il contratto di concessione dei lavori si dovette aspettare però fino al 1956. Secondo accordi stretti a Roma venne previsto, inizialmente, che si potessero costruire 1 milione e 800 mila metri cubi su un’area di 240 mila metri quadrati. Passarono dieci anni e una nuova legge regionale cambiò la densità volumetrica delle opere: iniziò così un lungo contenzioso con il Comune e la società passò di mano. La composizione della diatriba  con il Comune fu sottoscritta solo nel 2008 dal commissario comunale Emanuele.

Adesso bisognerà vedere quali riflessi avrà l’acquisizione dell’Istica sulla discussione ancora in atto in ordine al Piano regolatore, uno dei punti principali del programma dell’amministrazione Bianco. 

Articolo pubblicato il 16 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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