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Renzi in tour in Sicilia: "Far ripartire il Sud"
di Raffaella Pessina

Il premier: “Decontribuzione totale nel 2017 per chi al Sud creerà lavoro”. Poi bacchetta la “cattiva politica”. Le critiche di Falcone, capogruppo Fi all’Ars: “Dal presidente solo specchietti per le allodole”

Tags: Matteo Renzi, Sud



PALERMO - Il premier Renzi è stato per due giorni in Sicilia per promuovere il referendum costituzionale ed ha toccato le principali città, riscuotendo consensi ma anche proteste. Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars ha detto che  “in questa due giorni di campagna elettorale nella nostra terra per il referendum, il presidente del Consiglio Renzi tenta di introdurre specchietti per le allodole, presentando quali nuovi finanziamenti, per un totale di 500 milioni di euro, risorse da tempo attribuite alla Sicilia, soldi nostri che dovevano arrivare da almeno tre anni e che per colpa dell’incompetenza del governo Crocetta e dell’ostilità del governo nazionale, aspettiamo ancora. La firma odierna è dunque pura fiction - prosegue Falcone - dal 2012 ad oggi il governo regionale ha sempre rassicurato sull’imminente sblocco delle opere, promesse puntualmente smentite dai fatti, anche oggi quindi non poteva mancare un altro impegno che Renzi scriverà sul ghiaccio. Il presidente del Consiglio la smetta di fare chiacchiere, quel che è certo è che il 4 dicembre la Sicilia lo ripagherà come merita”.
 
E a queste dichiarazioni si è aggiunta la vicenda di striscioni e scritte contro il Premier che sono comparsi ieri in diversi quartieri di Palermo. L’iniziativa è stata promossa da alcuni gruppi studenteschi che si sono schierati per il no al referendum. Molte di queste scritte sono state cancellate con pennelli e vernici dagli operai del Coime, una società partecipata del Comune che gestisce i servizi di manutenzione. Renzi non si è scoraggiato ed ha ribadito che “Migliaia di persone sono state prese in giro negli ultimi anni: si è fatto credere che finalmente iniziava il futuro e si è continuato a vivacchiare sul presente: se c’è una cosa di cui siamo orgogliosi è che finalmente la stagione delle chiacchiere è finita”.
 
Ed ha proseguito affermando che “Per la prima volta dopo anni l’Italia nel terzo trimestre ha fatto segnare un Pil superiore a Francia e Germania. Intendiamoci, soltanto nel terzo trimestre - ha detto Renzi - ma se per la prima volta dopo anni c’è un segnale più dell’Italia maggiore di Francia e Germania è indice che una parte del Paese si è già rimessa in moto. Se riusciremo a far ripartire il Sud saremo nelle condizioni di diventare la locomotiva d’Europa”. “Abbiamo due Paesi oggi nel nostro Paese - ha spiegato - Al nord dopo questi due anni e mezzo i posti di lavoro sono tornati a crescere tornando ai livelli pre-crisi. Grazie al Jobs act ci sono 656mila posti di lavoro in più, e la cassa integrazione è crollata. Ma purtroppo vi è una profonda diversità. Nel nord est andiamo meglio della Germania mentre al Sud abbiamo ancora troppi blocchi”.

Ed ha concluso dicendo che i soldi ci sono e che vanno spesi bene. “I soldi ci sono, gli alibi stanno a zero: abbiamo rimosso tutti gli ostacoli. Qui ci sono i soldi, altri 470 milioni oggi vengono liberati. Compito vostro è spenderli bene, compito dei lavoratori è dimostrare la loro qualità e noi abbiamo i lavoratori migliori del mondo, persone che ci rendono orgogliosi del tricolore italiano. Per decenni di cattiva politica si è pensato molto di più a fare interventi settoriali. A dire `io mi accontento di un target e poi l’altro si starà a vedere’. Ciò che è mancata è stata una visione d’insieme, strategica”. Per il premier il G7 può essere l’occasione del “rilancio brand Sicilia nel mondo. Sarà in grado di valorizzare le produzioni agroalimentari, il vino, la cultura”.

Articolo pubblicato il 17 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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