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Sud, dal Mise 165 mln di euro per lo sviluppo
di Rosario Battiato

Pubblicato sulla Guri del 16 novembre il decreto del ministro dello Sviluppo economico: l’obiettivo è sostenere le aree in crisi. Investimenti, tutela ambientale e innovazione in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

Tags: Sud, Mise, Economia, Sicilia



PALERMO - Buone notizie per le aree depresse dell’Isola. Sulla Gazzetta ufficiale n.268 del 16 novembre 2016 è stato pubblicato il decreto del ministro dello Sviluppo economico che stanzia oltre 165 milioni di euro per rilanciare l'intero comparto e prospettare investimenti. Una pioggia di denaro (circa la metà arriva dal Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività 2014-2020) che servirà per gli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva per le aree interessate da situazioni di crisi industriale.
 
Le risorse del Pon, in particolare, avranno una destinazione precisa: sostegno di programmi di investimento produttivo, di tutela ambientale e di innovazione dell’organizzazione nelle zone in difficoltà economica delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

La ripartizione dei fondi, disciplinata dal decreto ministeriale del 9 giugno 2015, prevede tre sistemi di azione. I primi due riguardano gli interventi inseriti in accordi di programma relativi ad aree di crisi industriale complessa e non complessa. La differenza tra queste due tipologie è sottile: entrambi infatti riguardano territori in cui la recessione economica e la perdita occupazionale hanno un impatto significativo sullo sviluppo dei territori.

Tuttavia la definizione di “complessa” riguarda quei territori a recessione economica e “perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale – si spiega sul sito del Mise –, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale” mentre quella “non complessa” presentano comunque impatti significativo sullo “sviluppo dei territori interessati e sull'occupazione”.

In Sicilia l'unica area di crisi industriale complessa è quella di Termini Imerese (accordo di programma del 10 luglio 2015), mentre la Regione aveva segnalato per le aree “non complesse”, in una recente mappatura, circa 55 comuni che coinvolgono 4 milioni di persone nei sistemi locali del lavoro. Il resto del fondo è indirizzato per programmi di investimento da agevolare tramite procedura valutativa con procedimento a sportello.

Andando più in dettaglio nella distribuzione dei fondi, rileviamo che circa 86 milioni di euro sono destinati agli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva di aree interessate da situazioni di crisi industriale e in particolare una parte di queste risorse (80 milioni di euro) riguarda gli interventi disciplinati dagli appositi accordi di programma sanciti col decreto ministeriale 9 giugno 2015.

Altri 80 milioni di euro riguarderanno gli interventi di cui alla “legge 15 maggio 1989, n. 181 – leggiamo nel testo del decreto –, disciplinati dagli appositi accordi di programma di cui al decreto ministeriale 9 giugno 2015” che di fatto è il testo che stabilisce i “termini, le modalità e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni di cui alla legge n. 181del 1989 in favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione delle aree di crisi industriali”. In particolare questi interventi saranno localizzati in aree nelle regioni in ritardo di Sviluppo, tra cui appunto la Sicilia che si trova in compagnia di Basilicata, Calabria, Campania e Puglia). Nell’ambito di questa dotazione finanziaria ci sono 30 milioni di euro già riservati per l’area di crisi industriale complessa di Taranto.

Articolo pubblicato il 18 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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