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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Il passante ferroviario si farà
di Gaspare Ingargiola

Posticipato l’ultimatum alla Sis e riaperta la trattavia con Rfi per completare l’opera ferroviaria. I sindacati sono ancora sul piede di guerra dopo i 250 licenziamenti annunciati

Tags: Palermo, Graziano Delrio, Passante Ferroviario, Rfi



PALERMO - Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio prende in mano personalmente la situazione del passante ferroviario di Palermo, posticipa al 31 dicembre l’ultimatum alla Sis scaduto il 14 novembre e apre alla trattativa con Rfi e il consorzio per portare a termine l’opera.

Sono queste le novità emerse dall’incontro al Park Florio Hotel di Cinisi tra il ministro, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, il segretario provinciale del Pd Carmelo Miceli, che hanno partecipato al tour siciliano del premier Matteo Renzi, e una quindicina di rappresentanti dei lavoratori.

I sindacati sono ancora sul piede di guerra dopo i 250 licenziamenti annunciati dalla Sis e mercoledì, in occasione della visita istituzionale di Renzi e Delrio, hanno inscenato un sit-in di due ore davanti all’ingresso del cantiere in viale Francia.

Attualmente è in corso l’accertamento tecnico preventivo sollecitato dall’azienda presso il tribunale di Palermo per dimostrare che l’extragettito preteso di 100 milioni di euro è più che fondato e che senza quello i licenziamenti e lo stop ai lavori saranno inevitabili. Tesi rigettata con forza da Ferrovie, che aveva intimato la ripresa degli scavi, appunto, entro il 14 novembre. La deadline è passata senza particolari novità - anche se la talpa meccanica “Marisol” ha iniziato ad avanzare all’interno della galleria Notarbartolo - ma Delrio ha assicurato ai sindacati che non ci saranno licenziamenti e che i lavori riprenderanno e ha programmato a questo scopo un vertice al ministero.

Il Governo terrà conto delle ragioni della Sis e c’è la disponibilità a coprire eventuali spese impreviste ma se le parti fossero ancora distanti anche alla scadenza del 31 dicembre allora la rescissione del contratto diventerebbe una prospettiva concreta, con inevitabile (e ulteriore) slittamento dei tempi per un’opera da un miliardo che già viaggia con un anno di ritardo: il collegamento per l’aeroporto doveva essere ripristinato entro dicembre ma è stato rimandato alla prossima estate.

Tutto tace anche sul fronte del tunnel Imera: la Regione non si è ancora espressa sulla demolizione di cinque palazzine in vicolo Bernava per poter riprendere gli scavi senza il timore di altri cedimenti. Nessuna novità neppure dal fronte dell’anello ferroviario: le trincee di piazza Politeama e viale Lazio sono sempre lì ma la tanto attesa accelerazione sui lavori non c’è stata nonostante il nuovo cronoprogramma siglato a settembre in Prefettura.

Il sindaco Leoluca Orlando ha annunciato sgravi fiscali per i negozianti in crisi prigionieri dei cantieri ma intanto la Confcommercio ha inviato “una lettera di diffida al Comune, a Rfi e a Italferr”, che “è anche una formale richiesta di accesso agli atti e alla documentazione” per valutare “eventuali iniziative nei confronti dei soggetti responsabili dei ritardi, in modo da chiedere il risarcimento dei danni alle attività imprenditoriali cittadine”. “Vogliamo sapere - dice la presidente Patrizia Di Dio - chi è responsabile degli ulteriori ritardi rispetto all’ultimo cronoprogramma pubblicato sul sito del Comune di Palermo, secondo il quale il completamento dei lavori è fissato nel mese di giugno 2018. E soprattutto chi deve pagare per questo insostenibile ritardo. Perché non è accettabile che si dica semplicemente ‘scusate, abbiamo scherzato’. Non si accettano più scuse - conclude -, occorre che i soggetti che hanno responsabilità concludano le opere al più presto e paghino per i danni arrecati alla comunità”.

Articolo pubblicato il 18 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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