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Società partecipate, costi e oneri per la Pubblica amminsitrazione
di Liliana Rosano

Studio Unimprese su 7.181 enti controllati da Regioni, Province e Comuni, di cui solo 4.217 hanno presentato il bilancio 2014. Debiti accumulati per oltre 83 mld di euro. Nell’ultimo anno registrate perdite di 962 mln

Tags: Pubblica Amministrazione, Partecipate



PALERMO - Debiti accumulati per oltre 83 miliardi di euro e, solo nell’ultimo anno, perdite per 962 milioni. Danno lavoro a 237mila persone, con una spesa complessiva per gli stipendi di 11 miliardi. Stiamo parlando  dello studio di Unimpresa sulle società controllate da Regioni, Province e Comuni: in tutto sono 7.181, ma sono 4.217 quelle che hanno presentato i bilanci 2014.

In Sicilia sono 3.552 i dipendenti degli enti e aziende controllate dalla Pubblica amministrazione, 1.571, gli impiegati di municipalizzate al 100% controllate dalla Pa. Nell’Isola, il costo annuo per ogni singolo dipendente è di 34,7 mila euro. In queste realtà lavorano 237mila persone (record in Lombardia con 51mila addetti, solo 405 in Basilicata) e la spesa per il personale ammonta a oltre 11 miliardi l’anno. Il costo medio per lavoratore è di 45mila euro: il massimo in Valle d’Aosta con 110mila euro, livello più basso in Molise con 23mila euro. Di fatto, 2.964 enti hanno una gestione opaca. Ecco tutti i dati delle utility e delle municipalizzate: sacche di sprechi di denaro pubblico poco esplorate quando si parla di spending review.

È questa, quindi, la fotografia scattata dal Centro studi di Unimpresa su 4.217 aziende e organismi partecipati da regioni, province e comuni – su un totale di 7.181 realtà tra imprese ed enti della galassia pubblica – che hanno generato utili per meno di 3 miliardi. Ben 469 imprese hanno conti in rosso da tre anni con una perdita pari a 534 milioni solo negli ultimi 12 mesi. È il settore dei trasporti (col 10% del totale) quello che registra il maggior numero di imprese in perdita (114) in un contesto, quello delle utility e delle municipalizzate, nel quale le sacche di sprechi di denaro pubblico sono enormi oltre che poco esplorate nell’ambito dei vari piani e progetti di revisione della spesa (o spending review).

Lo studio dell’associazione, basato su dati della Corte dei conti, prende in esame le aziende che hanno correttamente presentato i bilanci relativi all’esercizio 2014 approvati nel corso dell’anno successivo. La ricerca mette in evidenza gli spaccati territoriali, la ripartizione per settore di attività, la suddivisione sulla base della forma giuridica. Dallo studio, che incrocia dati e informazioni contenute nei bilanci societari, emerge che 469 aziende (l’11,12% del totale “censito”) hanno conti in perdita da tre anni consecutivamente (2012-2014) e solo negli ultimi 12 mesi hanno registrato un “rosso” di 534,5 milioni; in questo bacino, vi sono 136 soggetti a totale partecipazione pubblica (il 3,23% del totale “censito”) che hanno una perdita cumulata nel 2014 pari a 111,5 milioni. In totale, le perdite ammontano a 962,6 milioni, cifra che scende a 287,1 milioni se si restringe lo sguardo alle sole imprese a totale partecipazione pubblica; gli utili sono rispettivamente 2,8 miliardi e 538,4 milioni; i debiti, invece, 83,2 miliardi e 22,9 miliardi.

Quanto alla ripartizione per forma giuridica, sul totale di 4.217 aziende, 1.233 sono società per azioni, 1.243 società a responsabilità limitata, 392 società consortili, 115 cooperative, 393 consorzi, 368 fondazioni, 473 istituzioni varie e aziende speciali. Se si prendono in considerazione tutte le 7.181 aziende controllate da enti pubblici, si scopre che le spa sono 1.863, le srl 2.154, le società consortili 706, le cooperative 192, i consorzi 869, le fondazioni 572, le istituzioni varie e le aziende speciali 825.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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