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Termini Imerese, ecco 22 mln di euro da Invitalia
di Rosario Battiato

Blutec ha già ordinato i nuovi macchinari. Intanto sono rientrati in fabbrica 90 lavoratori su 700, altri innesti nei primi mesi 2017. Il senatore del Pd, Lumia: “Investimento totale di 75 mln €. Ritorno alla produzione risultato importante”

Tags: Termini Imerese, Blutec, Lavoro, Giuseppe Lumia, Invitalia



PALERMO - Ancora altri tasselli si aggiungono alla composizione del futuro di Termini Imerese, dove l’ex polo industriale della Fiat, abbandonato il 24 novembre del 2011, ha riaperto i battenti lo scorso maggio con la nuova proprietà della Blutec, la newco del gruppo Metec-Stola. Tra le novità delle ultime settimane, lo sblocco del finanziamento di Invitalia, atteso da ottobre, e il conseguente primo ordine per i nuovi macchinari dei giorni scorsi. Adesso tornare a produrre non è più un sogno lontano.

I 22 milioni di finanziamento tanto attesi sono arrivati alla metà di novembre. Invitalia, advisor del ministero dello Sviluppo economico, ha dato ossigeno alle speranze della più importante area industriale di crisi nell’Isola. Denaro sonante che servirà per far partire il primo progetto industriale che ha già ricevuto il via libera del ministero dello Sviluppo economico. Si tratta della produzione di componenti per auto e vale 95 milioni di euro con un finanziamento del 75% da fondi pubblici. Blutec non ha perso tempo e ha lanciato i primi ordini per un totale di 6,6 milioni di euro che serviranno per l’acquisto di macchinari e attrezzature.

“Invitalia ha sbloccato una prima tranche di finanziamento – ha scritto sul suo blog Giuseppe Lumia, senatore democratico – del valore di 22 milioni di euro, a fronte di un investimento complessivo di 75 milioni”. Un progetto che, secondo il politico termitano, si basa su tre considerazioni decisive. In prima linea c’è l’aspetto sostenibile: “Il ritorno alla produzione è un risultato importante, ma ancor più decisivo è puntare sul segmento ecologico con la produzione di automobili ibride, per giungere a quelle elettriche”.

Occhi puntati anche sull’indotto, visto che in moltissimi hanno perso il proprio lavoro che era collegato alle commesse della Fiat. A tal proposito serve creare “Un circuito virtuoso di piccole imprese che va legato al progetto Blutec al fine di valorizzare l’esperienza e la qualità professionale della manodopera ancora presente nell’area industriale di Termini Imerese”. L’ultimo punto è che “il ritorno al lavoro di tutti i lavoratori ex Fiat e delle aziende collegate deve camminare di pari passo con l’assunzione di giovani qualificati che potrebbero dare uno slancio ulteriore alla crescita del progetto Blutec”.

Attualmente sono rientrati in fabbrica 90 lavoratori su un totale di circa 700, ma si attendono altre unità entro il primo quadrimestre del prossimo anno. Il percorso dovrebbe proseguire con l’inserimento di altri 120 lavoratori entro l’agosto del 2017. La seconda fase, prevista per il terzo quadrimestre del 2017, così come annunciato lo scorso ottobre nell’incontro al Mise, prevede la trasformazione dei veicoli da alimentazione termica ad elettrica e vedrà l’ingresso a regime di altri 150 lavoratori. Gli ultimi 300, così da completare il quadro delle assunzioni stabilito dagli accordi, dovrebbero rientrare nel progetto di lancio della seconda vettura che è previsto a partire dal primo gennaio del 2018.

Dopo le promesse a vuoto degli anni passati, quando diversi soggetti si erano avvicinati al progetto Termini Imerese per prendere il posto della Fiat, quest’ultima operazione potrebbe essere quella definitiva per la riqualificazione e il rilancio di una delle più importanti aree industriali dell’Isola.

Articolo pubblicato il 22 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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