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Quotidiano di Sicilia

Agroalimentare e rinnovo settore in arrivo pioggia di fondi Feasr
di Michele Giuliano

In partenza la misura del Psr dedicata alle imprese che investono per rilanciarsi sul mercato. Da Regione e Ue oltre 400 mln per modernizzare le aziende agricole siciliane

Tags: Ue, Agroalimentare, Psr



PALERMO - La Regione Sicilia ha pubblicato le disposizioni attuative per la misura 4.1 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 sugli investimenti in agricoltura. Ora bisognerà attendere l’emanazione dei bandi.

Tanti milioni di euro per aiutare le aziende siciliane a evolversi, crescere e aprirsi a nuovi mercati. In tutto 424 milioni di euro, di cui 256 milioni del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, saranno presto a disposizione di chi vorrà mettersi in gioco e migliorare la propria posizione aziendale.

Obiettivo dell’Unione Europea, aiutare quelle aziende che vogliono migliorarsi sia in termini di rendimento interno che di riposizionamento sul mercato. Potranno partecipare ai bandi gli agricoltori, persone fisiche o giuridiche, le cooperative e le associazioni di agricoltori costituite da almeno due imprese.

Per poter presentare domanda è necessario essere in regola con l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’Inps, avere una partita Iva con codice di attività agricola, possedere un fascicolo aziendale e avere una dimensione economica minima in termini di produzione lorda standard aziendale, e in particolare di 15 mila euro per le aziende che si trovano nelle isole minori, nelle zone montane o in aree svantaggiate, e 25 mila euro per tutte le altre aziende.

Per candidarsi al finanziamento le aziende dovranno presentare il Piano Aziendale degli Investimenti, redatto sulla base dello schema fornito dall’amministrazione al fine di esplicare la compatibilità del Piano con i finanziamenti disponibili. I progetti da presentare per la valutazione ai fini di ottenere il finanziamento dovranno essere pronti a partire entro 90 giorni dalla pubblicazione in graduatoria, pena la decadenza del finanziamento, termine che si allungherà a 180 giorni nei casi in cui sia documentata una vendita di terreno necessaria all’attuazione del Piano.

Ancora, nei casi in cui i contributi finanziari siano necessari per interventi di trasformazione e commercializzazione, i prodotti trasformati e commercializzati dovranno essere almeno al 70 per cento riconducibili all’azienda. I fondi stanziati potranno andare a coprire le spese per l’acquisto, la costruzione e il miglioramento degli immobili, per la viabilità ed elettrificazione aziendale, per cui sono ammesse opere di cementificazione solo nei tratti a forte pendenza e negli spazi esterni prossimi ai depositi. I macchinari dovranno essere nuovi e comunque di potenza superiore a quelli da sostituire. Gli investimenti nelle attività zootecniche saranno consentiti solo per le aziende che possiedano almeno il 25 per cento degli approvvigionamenti alimentari. Sarà possibile l’acquisto di macchinari per lo stoccaggio dei prodotti, di software e tecnologia superiore per la gestione aziendale e incentivi allo sviluppo dell’e-commerce e per ricerca e consulenze.

I finanziamenti sono pari al 50 per cento delle spese, ma possono arrivare a coprire fino al 70 per cento delle spese per i progetti dei giovani agricoltori (definiti dal Regolamento Ue o che si sono insediati nei 5 anni precedenti la domanda di aiuto), per le operazioni integrate di almeno due aziende, per investimenti realizzati in zone montane o zone soggette a vincoli naturali e per interventi sovvenzionati nell’ambito del Pei, Partenariato Europeo per l’Innovazione, in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura.

Maggiori dettagli e informazioni complete saranno disponibili con la pubblicazione dei bandi, dai quali sarà possibile acquisire tutte le informazioni necessarie alla compilazione della domanda che dovrà essere presentata presso gli uffici territoriali.

Articolo pubblicato il 24 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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