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Quotidiano di Sicilia

Al dipendente niente regali, semmai solo di modico valore
di Raffaella Pessina

Anche quando ha rifiutato il dono o l’offerta, è obbligato a riferirlo al proprio dirigente. In ogni caso mai da soggetti con i quali ha in corso attività d’ufficio

Tags: Pa, Dipendenti



Di particolare interesse in questo Codice anticorruzione è l’art. 10 sul comportamento che il dipendente deve tenere nel caso in cui sia fatto oggetto di doni da parte di chi intende corrompere apparati della pubblica amministrazione per conseguirne un vantaggio personale.

Si tratta di regole di etica basilare, alle quale si dovrebbero attenere tutti senza avere dubbi, ma può capitare che, per il timore di essere perseguiti dalle associazioni criminali in seguito a un diniego di una offerta di corruzione, il dipendente sia spinto a far passare sotto silenzio le azioni criminose.

Con l’art. 10 del Codice antimafia ed anticorruzione vengono definitivamente chiariti i comportamenti da tenere: il dipendente quindi non può ricevere doni ma soprattutto non ne deve richiedere. Viene ammessa un’ eccezione “solo per i regali di uso di modico valore in occasioni di particolari ricorrenze, ma non devono provenire da soggetti con i quali il dipendente ha in corso attività d’ufficio o da persone che si abbia motivo di ritenere collegate ad associazioni di tipo mafioso”.

Tentativi di corruzione vanno ovviamente segnalati al dirigente. Anche quando il dipendente ha rifiutato il dono o l’offerta, è obbligato a riferirlo al proprio dirigente. Inoltre il dipendente pubblico non deve instaurare o mantenere rapporti, anche nell’ambito della sua attività, con soggetti che, per notorietà o diretta conoscenza, sono collegati ad associazioni mafiose o altre associazioni criminali. È obbligato anche a segnalare al proprio dirigente ogni fatto anomalo, riconducibile ad interferenze criminali nella pubblica amministrazione.

Vengono anche previste misure di prevenzione a favore del segnalante: sarà protetta dalla riservatezza e in quanto possibile avrà l’anonimato, con il pieno supporto di assistenza legale garantita dalla pubblica amministrazione. 
La P.A. a sua volta si impegna ad informare le autorità competenti al fine di attivare le eventuali idonee misure di protezione nei riguardi del segnalante e del denunciante. Chi non ottempera a questi obblighi di denuncia verrà sottoposto alle sanzioni per un illecito disciplinare. Nell’art. 10 viene prevista anche la possibilità di valutare l’attivazione di un numero verde da parte della P.A., con la registrazione delle chiamate al quale i dipendenti si possono rivolgere per la segnalazione di fatti sintomatici di infiltrazioni criminali.

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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