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Stalking, colpite 3 milioni e mezzo di donne
di Redazione

Istat: a 5 anni dalla legge che ha introdotto il reato di persecuzione, è ancora emergenza. Oltre 2 milioni vittime dell’ex. I fondi verranno ripartiti nell’ambito del Piano d’azione straordinario. Alfano: “Reati in calo nell’ultimo anno”

Tags: Stalking, Donne, Istat, Angelino Alfano



ROMA - Quindici milioni di euro in tre anni di risorse fresche, 31 milioni di euro del Piano d’azione straordinario ripartiti tra le Regioni: arrivano i soldi per i centri antiviolenza, le case rifugio, gli interventi a sostegno delle vittime e dei loro figli. E anche un congedo di tre mesi dal lavoro. Buone notizie alle quali fanno da contrappeso però i dati drammatici forniti dall’Istat sullo stalking: quasi 3 milioni e mezzo le donne che l’hanno subito almeno una volta.

Insieme alla ripartizione, approvata la Conferenza delle Regioni, di questi 31 milioni di euro, un emendamento alla manovra, licenziato in commissione Bilancio alla Camera, destinava al Piano altri 5 milioni all’anno, per il triennio 2017-2019. Ma c’è anche un’altra novità: dal prossimo anno anche le lavoratrici autonome potranno usufruire, se vittime di violenza, di tre mesi di congedo retribuito. Il Jobs act già lo prevede per le lavoratrici dipendenti, la Commissione bilancio ha esteso la platea.

Intanto, l’Istat ha pubblicato la prima “fotografia” dell’ immenso popolo delle donne perseguitate realizzata dopo l’introduzione del reato di stalking, avvenuta nel 2009. Una indagine fatta nel 2014, a 5 anni dalla legge, dalla quale risulta che 3 milioni e 466mila donne hanno subito stalking nell’arco della loro vita. Di queste, 2 milioni e 151mila sono state vittime dell’ex partner, e in particolare un milione e mezzo hanno subito atti persecutori più volte e 991 nelle sue forme più gravi. Nell’ultimo anno disponibile, il 2014, le donne che hanno subito stalking dall’ex sono state 147mila, 478mila quelle che sono state perseguitate da altri.

A sentire il ministro Alfano, però, la situazione sarebbe migliorata rispetto al periodo preso in considerazione dell’Istituto di statistica. “I reati legati alla violenza di genere, nell'ultimo anno, sono calati - ha detto il ministro dell’Interno - Dal 15 novembre 2015 al 15 novembre 2016, infatti, sono diminuiti le lesioni (-11%), le percosse (-19%), le minacce (-16%), le violenze sessuali (-13%), i maltrattamenti in famiglia (-6%) e lo stalking - atti persecutori (-11%)”. Il ministro ha aggiunto che le donne morte per femminicidio sono state 107 (-3%).

Le persecuzioni più diffuse.

Ma quali sono le forme persecutorie più diffuse ad opera degli ex? In primis i tentativi insistenti di parlare (15,1%), l’invio di messaggi e e-mail oppure telefonate o regali indesiderati (13,5%), la richiesta ripetuta di appuntamenti (13,1%). Nell’11,9% dei casi le vittime sono state aspettate sotto casa o davanti all’ufficio, nel 9,5% sono state seguite o spiate, mentre meno di frequente gli autori sono giunti a danneggiare le loro cose o a minacciarle.

Un tratto distintivo dello stalking da parte dell’ex è la povertà del contesto relazione in cui vive la vittima, come dimostrato dalla percentuale più elevata tra le donne che non hanno persone con cui confidarsi o amici e parenti su cui contare. E risultano più esposte le donne che vivono al Sud (soprattutto Campania e Abruzzo), ma anche in Emilia Romagna e Lombardia, nonché le donne straniere per lo stalking da parte di un ex partner. I comportamenti persecutori da parte di altre persone sono più frequenti invece fra le italiane e fra le residenti in Piemonte, Veneto, Liguria, Sardegna e Abruzzo. Le diverse forme di violenza risultano molto intrecciate tra loro: il 58,3% dei casi di stalking dall’ex si accompagnano anche a episodi di violenza fisica (53,3%) o sessuale (32,7%). Il comportamento persecutorio subito dopo la separazione è continuato per mesi per il 58,8% delle vittime e addirittura più di un anno per il 20,4%; per il 15,4% si è limitato a qualche settimana, mentre per il 4,4% era ancora in corso al momento dell’intervista.

Malgrado la pervasività dello stalking, il 78% delle vittime non si è rivolto ad alcuna istituzione; solo il 15% ha fatto ricorso alle forze dell’ordine, il 4,5% ad un avvocato o si è recata in Procura (0,9%), mentre l’1,5% ha cercato aiuto presso un centro antiviolenza. Tuttavia, tra chi ha cercato aiuto solo il 48,3% ha poi denunciato, il 9,2% ha fatto un esposto, il 5,3% ha chiesto l’ammonimento e il 3,3% si è costituita parte civile, a fronte di un 40,4% che non ha fatto nulla. Le più attive su questo fronte sono le 35-44enni. A sorpresa, le donne del Nord-est hanno cercato di meno un aiuto (85,5% contro il 70,5% di quelle del Sud).

Articolo pubblicato il 26 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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