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Giovani siciliani più poveri dei migranti
di Michele Giuliano

Caritas: il 66% di chi chiede aiuto è italiano; il 10% ha meno di 34 anni. Stranieri occupati: 55% contro il 39% di isolani. Gli stranieri prendono i lavori “ripudiati” e producono 3 miliardi di € di Pil

Tags: Pil, Povertà, Lavoro, Sicilia, Giovani, Gianluca Miccichè



Il mondo del lavoro in Italia, così come in Sicilia, è in crisi solo per gli italiani. Gli stranieri lavorano, eccome. Accontentandosi, forse, di attività che molti non vogliono più fare, e soprattutto, di paghe parecchio più basse rispetto a quelle che sarebbero corrisposte a nostri connazionali, e magari anche in nero. A prescindere dalle motivazioni di fondo, lavorano e vanno avanti molto meglio di parecchie famiglie italiane e siciliane ormai sotto la soglia della povertà. Sono dati sconcertanti, in buona parte inattesi, che cambiano la concezione classica del concetto di povertà e delle categorie a cui tradizionalmente viene ascritto. Se in passato i più poveri erano gli anziani e gli emigrati, le rilevazioni che vengono dai Centri di Ascolto della Caritas, sembrano dire cose diverse.
 
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Articolo pubblicato il 30 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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