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Catania - Università, il Cga si è espresso, va ripetuta l'elezione del rettore
di Desirée Miranda

Illegittimo lo Statuto del 2011, le consultazioni vanno indette entro 30 giorni dalla notifica della decisione. Giacomo Pignataro ha già annunciato la sua ricandidatura. In pista anche Enrico Foti

Tags: Università, Catania, Unict, Giacomo Pignataro, Enrico Foti



CATANIA - Il Consiglio di giustizia amministrativa si è espresso: anche la carica di rettore dovrà essere rinnovata e “le procedure di elezione del nuovo rettore dovranno essere indette dall’Università degli studi di Catania nel termine di trenta giorni dalla notificazione della presente decisione e che il nuovo rettore, a sua volta, nel termine di trenta giorni dalla propria nomina, dovrà riprendere le procedure volte alla ricostituzione degli altri organi statutari non ancora rinnovati e portarle a compimento con la massima sollecitudine giuridicamente possibile”, si legge sulla sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana presieduto per l'occasione da Hadrian Simonetti, il cui estensore è Nicola Gaviano e i giudici consiglieri sono Carlo Modica de Mohac, Alessandro Corbino e Giuseppe Barone.

Nuove elezioni aspettano quindi l'Università degli studi di Catania che finalmente, dopo anni, vede la parola fine della vicenda giuridico-burocratica. Annunciata già la ricandidatura dell'attuale rettore Giacomo Pignataro e del professore del dipartimento di Ingeneria civile, Enrico Foti. La parola fine arriva dopo ulteriore richiesta di chiarimenti da parte dell’Università in merito alla sentenza n. 243 dello scorso luglio in cui il Cga accoglieva i ricorso della professoressa Febronia Elia e condannava l'inerzia dell'Università all'esecuzione della precedente sentenza del Consiglio n. 150/2015 con la quale veniva dichiarato “l’obbligo del rettore del predetto Ateneo di avviare senza indugio le procedure per la ricostituzione degli organi statutari dell’Università, ai sensi dell’art. 2, comma 8, della legge 30 dicembre 2010, n. 240” si legge ancora sul documento.

Con la stessa sentenza inoltre, il Consiglio individuava nel segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri, Giacometta Diamare, il commissario ad acta “con l’incarico di adottare gli idonei atti e provvedimenti strumentali all’adempimento degli obblighi sopra richiamati, e con facoltà di delega del suo mandato a terzi”. Facoltà che Diamare ha applicato facendosi rappresentare dall'avvocatura di Stato.

Il rinnovo di tutte le cariche istituzionali dell'Università degli studi di Catania nasce dal fatto che non sono considerate legittime dalla sentenza n.150/2015 del Consiglio di Giustizia, perché illegittimo sarebbe lo statuto d’Ateneo risalente al 2011, ai tempi dell'amministrazione Recca. Lo statuto definitivo è stato poi approvato nel 2015. Il rettore Pignataro dichiara la sua sollecitudine a ottemperare agli obblighi del Cga e da fonti a lui vicine Senato accademico e Decano comunicheranno oggi le date per le prossime elezioni che saranno probabilmente a metà gennaio.

E mentre Pignataro punta il dito contro chi lo ha preceduto perché “si avventurò ad emanare uno Statuto in violazione di importanti norme procedurali”, sostiene, annuncia anche la sua candidatura. “Grazie al lavoro di modifica portato avanti dalla mia amministrazione e sostenuto dal consenso unanime del Senato accademico, disponiamo finalmente di norme legittime, al pari di tutte le altre Università del Paese. Ritengo dunque di avere il diritto di proporre la mia candidatura a rettore al fine di completare il mandato che mi avete affidato a larghissima maggioranza il 28 febbraio 2013”, dichiara. Anche il professore Foti annuncia la sua volontà di diventare rettore e lo fa schierandosi contro “un’esperienza di governo rivelatasi divisiva e priva della volontà di affrontare e di risolvere i problemi attraverso un confronto dialettico sereno, partecipato e privo di pregiudizi”, afferma.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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