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Quotidiano di Sicilia

Assumere i disoccupati e non 16mila precari
di Carlo Alberto Tregua

Un lavoro produttivo per 386mila siciliani

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Sicilia, Precari



Apprezziamo la posizione del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, con la sua decisione di “tagliare” i contributi a pioggia e di contrastare l’assalto alla diligenza rappresentata dagli emendamenti all’assestamento di bilancio che nulla hanno a che fare con lo stesso.
Come è noto, l’assestamento di bilancio prevede spostamenti fra i capitoli nella sezione delle entrate e in quella delle uscite, non certo la previsione di nuovi oneri per le casse regionali o di altre uscite non previste nella legge-madre che è la Finanziaria 2016.
Non concordiamo con lo stesso Ardizzone, né con Faraone, né con altri quando continuano a sostenere che vadano assunti in pianta stabile circa ventimila precari di enti locali ed altri, i quali non sono entrati per concorso come prevede l’art. 97 della nostra Costituzione.
Non siamo d’accordo, soprattutto, perché tutti i difensori di questi precari, che hanno le loro ragioni umane, si dimenticano dei 386mila disoccupati (Istat, giugno 2016).

Sono proprio questi coloro i quali hanno bisogno di trovare un lavoro che non c’è perché la Regione, continuando a pagare i privilegiati, a sostenere spese inutili, a mantenere una spesa corrente al di sopra delle necessità, ha di fatto bloccato la spesa per investimenti, fra cui le migliaia di opere pubbliche precipitate del 90% in questo ultimo triennio.
Non solo, ma la Regione siciliana, continuando ad assecondare i famelici assalitori della diligenza, non riesce a trovare le somme per cofinanziare i fondi europei, che di fatto sono bloccati dopo tre anni dall’inizio del Po 2014-20. Quasi a metà percorso è stato speso l’8,5% su circa dodici miliardi disponibili.
Matteo Renzi continua a incitare presidenti di Regioni e sindaci a spendere fino all’ultimo euro disponibile, sia per la messa in sicurezza delle scuole, il cui ammontare è fuori dal Patto di Stabilità europeo, sia per l’utilizzazione di fondi europei e dei Fas, ed anche per l’utilizzazione di prestiti da richiedere alla Bei e alla Cdp.
Insomma, è urgente che presidenti di Regioni e sindaci scuotano il proprio torpore e la propria burocrazia affinché si apra urgentemente il massimo numero di cantieri.
 
Solo aprendo i cantieri, qui in Sicilia, si può dare sfogo all’enorme disoccupazione ufficiale, quella sopra indicata, e indirettamente ai precari che possono passare nel settore privato e cominciare a fare, finalmente,  un lavoro produttivo, cioè un lavoro che pervenga a risultati.
Bisogna smetterla, infatti, nel settore pubblico, di continuare ad andare nei posti di lavoro per passare il tempo ed essere poi pagati indipendentemente dal numero di fascicoli evasi o dalle opere di manutenzione effettuate o da qualunque attività concreta e non sulla carta.
Non si comprende come i 386mila disoccupati iscritti nei Centri per l’Impiego non scendano in piazza per protestare, educatamente ma vibratamente, contro una Regione inerte e sfascista e contro tanti sindaci che occupano la loro seggiola indegnamente.

L’altra domenica ero seduto al bar Mocambo di Taormina per l’aperitivo, come faccio da cinquant’anni. Nella meravigliosa piazza e nel corso principale (chiamato Vasca), c’era poca gente, i negozi erano vuoti, i locali di ristoro anche.
Mi chiedevo cosa abbia fatto fino ad oggi il sindaco della Perla ionica dal momento che quella città continua a dormire per almeno sei mesi l’anno. Il sindaco avrebbe dovuto, invece, andarsene in giro per l’Italia, per l’Europa e per il mondo, in modo da attirare congressi e convegni per manifestazioni di ogni genere, proprio nei sei mesi “morti”. Il sindaco di una città turistica che non fa questo, dovrebbe cambiare mestiere. Non conosco la persona e non so neanche come si chiami.
Riepilogando, gli assessori ai Lavori pubblici regionale e comunali dovrebbero aprire subito i cantieri, l’assessore regionale al Turismo e i sindaci andare in giro per attirare eventi, l’assessore preposto al ramo per l’utilizzazione dei fondi strutturali spingere per aprire i cantieri e l’assessore al Bilancio, Baccei, spostare cinque miliardi dalla spesa corrente a quella per investimenti.
Ecco come si assumono i disoccupati, creando lavoro, e non i precari in buona parte raccomandati, che non servono a produrre i risultati di cui hanno bisogno i cittadini!

Articolo pubblicato il 30 novembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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