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Lo Stato toglie al pubblico per dare al privato
di Liliana Rosano

Con un decreto interministeriale 120 milioni alle scuole paritarie. Per il ministro Gelmini “È stata sanata una ferita”

Tags: Gelmini



Palermo - Se la scure dei tagli si è violentemente abbattuta nella scuola pubblica, le scuole private non sembrano essere toccate dalla “pulizia etnica” di personale e fondi di cui è vittima la scuola statale secondo la tanto contestata riforma Gelmini.

L’ultima polemica riguarda i 120 milioni erogati alle scuole paritarie che erano stati tagliati nell’ultima finanziaria e di cui era stata garantita solo un’anticipazione per la copertura dell’anno scolastico 2008-2009.
Ma è proprio di qualche giorno addietro la notizia secondo cui la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al decreto interministeriale che stanzia 120 milioni di euro per le scuole paritarie. Una notizia che ha sollevato numerose polemiche e spaccature tra chi vuole dare priorità ai finanziamenti nella scuola pubblica e chi supporta le scuole private che già godono di entrate sostanziose, prime fra tutte quelle pagate dagli studenti frequentanti. Preoccupazione e malcontento sono stati espressi dall’Unione degli Studenti.

“È un pessimo segnale perchè ancora una volta il Governo non tiene conto delle vive proteste di tutto il mondo della scuola pubblica – a cui neanche un centesimo dei quasi 8 mld di euro è stato restituito – mentre subito corre ai ripari dopo le sollecitazioni delle paritarie. Non ci stanchiamo di chiedere una scuola pubblica e statale di qualità e gratuita e per tutti. Non si può delegare il sistema pubblico di istruzione alle scuole private che, come recita la nostra Costituzione, non devono comportare obblighi per lo Stato”. Per il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, questo è un risultato positivo. In questo modo, ha spiegato il ministro, “è stata sanata una ferita”.

Articolo pubblicato il 23 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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