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Amianto, 55 mila siti inquinati e la Sicilia c'è dentro fino al collo
di Rosario Battiato

Il ministro dell’Ambiente Galletti ha presentato i numeri del governo sulla mappatura del territorio. Credito di imposta dal valore di 17 mln € per i privati che rimuovo l’eternit

Tags: Gian Luca Galletti, Ambiente, Amianto



PALERMO – Lotta senza quartiere. Alla fine di novembre il ministro Gian Luca Galletti ha presentato il Testo unico sull'amianto al Senato, in occasione dell'assemblea organizzata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali, guidata da Camilla Fabbri.

Il ministro ha messo sul piatto tutti i numeri e i fatti del governo: “ecoreati inseriti nel codice penale, 225 milioni di euro per i siti d’interesse nazionale contaminati, una mappatura sul territorio che ha portato a censire 55 mila siti inquinati, un Fondo progettazione istituito con il Collegato ambientale, un credito d’imposta da 17 milioni per i privati che fanno lavori di rimozione”.

Per Galletti “il Testo unico è uno strumento utile, perché prevede regole chiare e concertate per dare ancor più forza a quanto stiamo facendo: lo stiamo esaminando con gli uffici, ma c'è già la volontà di andare nella strada indicata”.

Soltanto nell'ultimo anno sono stati individuati 10mila siti, cioè circa un quinto del totale mappato. Ovviamente c'è ancora molto lavoro da fare. Lo ha confermato il ministro spiegando che “dobbiamo andare avanti con la mappatura e bisogna rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato”.

In questo senso potrebbero non essere sufficienti il piano di censimento, il testo unico e le risorse stanziate. Meglio puntare su interventi strutturali per agevolare la rimozione dell'amianto, un po’ come già avviene con l'ecobonus per la riqualificazione energetica. “Il credito d’imposta sta avendo successo, abbiamo già visto impegnate 600 imprese. Dobbiamo lavorare – ha detto Galletti – per inserire nella prossima legge di bilancio 2018 una norma in questo senso”.

Gli ultimi nella cartina nazionale della mappatura siti d'amianto, che è stata aggiornata il 21 novembre 2016 sul sito del ministero, vedono anche la Sicilia maggiormente coinvolta nelle segnalazioni, un dato di fatto che testimonia la crescita del censimento isolano. L'Isola, del resto, è sempre stata particolarmente in ritardo rispetto ad altre realtà nazionali, soprattutto se consideriamo che la norma di riferimento, la legge regionale amianto n.10/2014, è stata largamente disattesa per diverso tempo e ha visto proroghe per consentire ai comuni di rispettare i termini di invio dei piani comunali.

Eppure si intravedono piccoli passi in avanti. Lo scorso marzo l'Ufficio amianto del dipartimento regionale di protezione civile ha istituito il registro pubblico degli edifici, degli impianti, dei mezzi di trasporto e dei siti con presenza certa o con conclamata contaminazione da amianto.

L’iscrizione al registro è stabilita dalle linee guida per la corretta acquisizione delle informazioni “relative alla mappatura del territorio nazionale interessato dalla presenza di amianto”, così come sono state approvate dalla Conferenza dei presidente delle Regioni nel luglio del 2004. 

Sul portale dell’assessorato regionale alla Salute si trova anche la versione on-line del “Registro Regionale dei soggetti abilitati alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell'amianto” che segnala, provincia per provincia, tutti gli operatori che lavorano nel settore, rendendo in questo modo agevole e immediata “la consultazione e/o il reperimento del personale idoneo formato, abilitato ed opportunamente aggiornato a garanzia sia della salute e sicurezza degli operatori che della tutela dell'ambiente circostante”.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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