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Quotidiano di Sicilia

Palermo - L’ennesima strigliata al Comune da un’esasperata Corte dei conti
di Silvia Scardino

I magistrati contabili hanno convocato anche la Provincia, soprattutto per il caso della Ibs Forex. Fra le criticità: debiti fuori bilancio, personale e aziende municipalizzate

Tags: Palermo, Corte Dei Conti, Diego Cammarata, Ibs Forex



PALERMO - Tra gli enti chiamati dalla sezione di Controllo della Corte dei conti (presieduta da Rita Arrigoni) per fornire chiarimenti riguardo al Bilancio di previsione 2009, nel corso dell’ultima tornata di adunanze, ci sono stati anche la Provincia regionale di Palermo e il Comune di Palermo.

Per quanto concerne la Provincia, è stata inviata una memoria delucidativa ai magistrati contabili; in aula erano presenti Salvatore Currao, segretario generale e Massimo Bonomo, che guida l’area Economico-patrimoniale, delegati dal presidente della Provincia Giovanni Avanti. A leggere la relazione contenente le obiezioni mosse all’amministrazione, nell’ambito delle verifiche finanziarie ai sensi del comma 168 dell’articolo 1 della legge 266 del 2005, è stato il consigliere Antonio Dagnino. Replicando ai rilievi contestati, Currao ha spiegato che l’andamento della spesa per il personale è in diminuzione e che il Consiglio sta operando con estrema cautela in merito alla vicenda dalla Ibs Forex, la società finanziaria di Como andata in fallimento e a cui l’ente, tra il 2006 ed il 2008, aveva affidato a titolo di investimento circa 30 milioni di euro andati perduti. Sul buco milionario la stessa Provincia ha nominato una commissione tecnica per ottenere maggiori precisazioni.

Per il Comune di Palermo, in rappresentanza del sindaco Diego Cammarata, era all’adunanza il ragioniere generale Bohuslav Basile. Le criticità riscontrate riguardano: la mancata approvazione del Piano triennale relativamente alle spese di funzionamento delle strutture; il ricorso a consulenze esterne; i consistenti debiti fuori bilancio per il cui riconoscimento sono previsti stanziamenti per oltre 48 milioni di euro; il costante incremento della spesa per il personale (con un previsto stanziamento di 323.176.000 euro, in incremento del 23% rispetto al 2008); l’omessa contabilizzazione del costo dei lavoratori precari ai fini del Patto di stabilità e il non conforme utilizzo dell’avanzo di amministrazione nella misura di 4.834.000 euro. Ribadita anche la difficile situazione delle società partecipate, in particolare dell’Amia che ha fatto registrare, nel 2008, un perdita di quasi 180 milioni. Tra l’altro il bilancio di previsione risulta sia stato approvato con notevole ritardo, soltanto il sei agosto, nonostante il ministero dell’Interno avesse ulteriormente prorogato il termine ultimo per gli enti locali al 31 maggio 2009.

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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